La Nuova Sardegna

Nuoro

la richiesta di gusai (pds) 

«Capitale della Cultura 2020 apriamo lo scrigno segreto»

NUORO. «Nuoro è sempre città di Cultura, anche se non vincitrice del premio Capitale d’Italia 2020». Parte da questo presupposto, il consigliere comunale Gian Pietro Gusai (PdS) per chiedere «di...

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NUORO. «Nuoro è sempre città di Cultura, anche se non vincitrice del premio Capitale d’Italia 2020». Parte da questo presupposto, il consigliere comunale Gian Pietro Gusai (PdS) per chiedere «di conoscere il programma proposto per il concorso, ovvero che si apra lo “scrigno segreto” contenente il programma culturale per il riconoscimento di Nuoro Capitale della Cultura 2020». Prende in prestito «un’affermazione di Kundera: “le regole hanno confermato ciò che i tuoni avevano annunciato”» e sottolinea che «sarebbe un bel segnale da parte dell’amministrazione comunale che informasse la comunità, sul contenuto del programma, sulle figure che hanno contribuito e collaborato alla stesura e quali siano stati i criteri di scelta di questi profili, completando la trasparenza con un’analisi delle potenzialità enfatizzate e delle criticità affrontate, affinché in futuro siano elementi suscettibili di correzione e miglioramento».

«Fiduciosi della coerenza ci auspichiamo che in città si mettano in essere politiche di valorizzazione culturale, con recupero della memoria, delle tradizioni, dell’architettura e con visione romantica ci si riappropri della bellezza dei luoghi, potenziando e promuovendo momenti di crescita collettiva, tutelando gli spazi esistenti e creando nuovi contenitori di valori identitari di una comunità. Una rivitalizzazione della città ritenuta scrigno di cultura e valori, identificata come capoluogo della memoria sarda» sottolinea Gusai.

«Adesso che si è presa coscienza dell’importanza della cultura anche come elemento di sviluppo economico diretto, è importante che luoghi, usanze, credi e spazi, nonché persone abbiano la giusta valorizzazione e memoria. Sarebbe anche più coerente che si affrontasse con politiche a lungo termine l’annosa condizione della biblioteca Sebastiano Satta, la promozione e pubblicazione di stagioni teatrali accessibili a tutti, la programmazione e promozione di concerti per giovani con evidenti ricadute economiche e movimentazione sociale. Si avverte la necessità di una rivitalizzazione socio culturale con politiche locali condivise, sforzandosi per invertire la spirale verso la virtuosità. La comunità è stata troppo spesso diseredata da strategie inconsistenti, applicando formule concrete, esigenze che meritano risposte. Sebbene la ricetta per un uomo migliore non esiste – chiude Gusai –, sicuramente però la cultura è un valido ingrediente e la biblioteca, emblema sociale di cultura, è un importante contenitore. Non basta specchiarsi e ripetersi, sfregandosi le mani quanto siamo bravi».



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