La Nuova Sardegna

Nuoro

«Truffe online: i casi sono in aumento»

di Giusy Ferreli
«Truffe online: i casi sono in aumento»

I carabinieri del Comando provinciale lanciano l’allarme: nel giro di dieci anni le denunce sono più che triplicate  

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NUORO. La truffa corre veloce sulla rete, da un capo all’altro della provincia di Nuoro, e miete vittime tra i malcapitati acquirenti che convinti di realizzare un ottimo affare si ritrovano gabbati dai furbetti del web. Il fenomeno registra una preoccupante escalation: dal 2010 a oggi i casi di truffa online sono aumentai vertiginosamente.

Nei cento comuni che ricadono entro i confini della vecchia provincia statale sono addirittura triplicati. Solo lo scorso anno, i carabinieri del Comando provinciale di Nuoro hanno raccolto 520 denunce per truffa, 118 sono state le persone denunciate all’autorità giudiziaria e 32 le persone arrestate. «I casi – spiega il maggiore Gianluca Graziani – sono i più disparati e vanno dall’inserzione per la vendita dell’ultimo modello del telefonino a prezzi irrisori all’affitto di appartamenti per le vacanze». I “venditori” chiedono un acconto, magari tramite mezzi di pagamento non tracciabili e poi fanno perdere le loro tracce. Ovviamente senza recapitare la merce. La prudenza quindi, soprattutto quando si tratta di vendite online non è mai troppa, e in questo caso più che mai valgono i consigli per gli acquisti che arrivano dai rappresentanti dell’Arma. «Prima di effettuare qualsiasi acquisto è meglio consultare i forum clienti attivati dai principali siti di vendita online dove vengono segnalati i riferimenti telefonici dei truffatori seriali. Soprattutto utilizzate come mezzo di pagamento il contrassegno» raccomanda il maggiore Graziani.

Alla casistica, che già così induce a tenere alta la guardia, si devono aggiungere altre tipologie di reati che vengono commessi in quella prateria sconfinata e senza regole che è il web: i furti di identità tramite i social media e poi le estorsioni (tentate e riuscite) che vengono consumate nel riserbo più assoluto e che raramente vengono denunciate perché spesso hanno a che fare con veri e propri ricatti a sfondo sessuale. Il meccanismo è più semplice di quanto si possa immaginare. «A volte basta iscrivervi ai siti di incontri e lasciare il proprio numero di telefono per far scattare la trappola» spiega l’ufficiale dei carabinieri. Era accaduto anche a un giovane di Mamoiada che dopo essersi registrato in un sito di appuntamenti era finito nella rete di una banda senza scrupoli guidata da un sardo che agiva aldilà del Tirreno. Pesantemente ricattato l’uomo aveva deciso di togliersi la vita. Questa drammatica vicenda portata alla luce nelle scorse settimane dai carabinieri del capoluogo barbaricino e culminata nell’arresto dei componenti del gruppo non è che la punta dell’iceberg di un fenomeno che ha raggiunto dimensioni ben più vaste. Il maggiore Graziani sottolinea come il diffondersi di queste tipologie di reato sia legata al massiccio utilizzo della tecnologia. «I nostri sforzi sono improntati a contrastare queste nuove tipologie di reato anche attraverso la prevenzione ma non è semplice anche perché i malviventi si adeguano velocemente» conclude il maggiore Graziani. Raggiri e truffe, estorsioni e ricatti sembra questa quindi la sgradevole realtà con cui bisogna fare i conti nell’era digitale.

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