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Falchi: le promesse sul Cpr erano propaganda elettorale

Falchi: le promesse sul Cpr erano propaganda elettorale

MACOMER. Gina Falchi, candidata come sindaco alle prossime elezioni amministrative per il Movimento cristiano popolare, prende nuovamente posizione sul Cpr (centro permanenza e rimpatrio) di prossima...

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MACOMER. Gina Falchi, candidata come sindaco alle prossime elezioni amministrative per il Movimento cristiano popolare, prende nuovamente posizione sul Cpr (centro permanenza e rimpatrio) di prossima apertura. «Non è trascorso un mese dalla pubblicazione delle foto che immortalavano le strette di mano tra il sindaco di Succu e l'ex Ministro dell'Interno Minniti in merito alle rassicurazioni garantite dallo Stato sul CPR e a tutto ciò che dovrebbe ruotare intorno ad esso, che arriva il sollecito del sindaco al prefetto di Nuoro affinché lo Stato rispetti gli accordi. La preoccupazione che si avverte nel sollecito del sindaco Succu è la conferma di quanto avessimo ragione fin dall'inizio nel condannare una decisione presa a neanche un anno dalla scadenza del Governo centrale e comunale e un monito alla vittoria sbandierata con toni trionfalistici e al contempo tracotanti dal consigliere Congiu in merito alla “deriva populista” di quanti si sono opposti all'apertura del Cpr».

«Abbiamo sempre avuto dubbi – prosegue Falchi – sulla bontà delle rassicurazioni date da Minniti e dal Pd, soprattutto alla luce delle fallimentari esperienze dei Cpr (ex Cie centri identificazione ed espulsione) ridotti da 13 a 5 in tutta Italia, a causa della gestione difficoltosa degli stessi per le violenze e gli scontri sfociati tra quelle mura. Con il Decreto Minniti si è voluto rinnovarne il nome affiancando il tentativo politico di una maggiore trasparenza. Ma già il fatto che il sindaco chieda con forza i 200 mila euro ministeriali per l'adeguamento dell'illuminazione nei pressi dell'ex casa circondariale, il sollecito alla Guardia di Finanza per il sopralluogo delle strutture concesse in comodato d'uso dal Comune e il rispetto di tutte le garanzie promesse, è il segno evidente – dice Falchi – dell'errore fatto e ha più il sapore di un risultato non raggiunto ai fini elettorali in vista delle prossime amministrative, piuttosto che il desiderio vero di contrastare l'immigrazione clandestina».



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