Cgil con i lavoratori del Project financing: ora incontro con Ats
di Stefania Vatieri
Il segretario Filcams contro il silenzio di Regione e Azienda «Dopo la sentenza nessuna assunzione di responsabilità»
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NUORO. La Cgil scende al fianco dei lavoratori del Project Asl. «Chiediamo risposte concrete alla Regione sul destino degli ausiliari e dei portinai». A lanciare un nuovo grido d'allarme sul futuro lavorativo dei dipendenti impiegati all'interno del Project financing della sanità nuorese è la segretaria provinciale dellaFilcams Cgil, Domenica Muravera. La sindacalista affida a una nota stampa le preoccupazioni dei lavoratori e dell’organizzazione sindacale. «Sono trascorse alcune settimane dal pronunciamento del Consiglio di Stato che riabilita l’assetto originario del Project Financing in tutta la sua efficacia e ancora non si avverte nessuna presa di responsabilità da parte degli attuali vertici Ats locali e regionali, nonché dell’assessorato regionale alla Sanità in relazione al destino dei lavoratori coinvolti e alla eventuale rimodulazione dei servizi attualmente operanti» scrive nel documento la rappresentante sindacale.
Muravera attesta le proprie posizioni senza arretrare di un passo. Anzi, rilancia. «La Filcams Cgil, per prima, ha posto il problema nei giorni scorsi sulle conseguenze che la sentenza poteva generare. Notiamo, sperando che l’unione faccia la forza – incalza –, che la nostra posizione è stata ripresa, tardivamente, da qualche rappresentante politico. Siamo seriamente preoccupati che questo perdurante silenzio danneggi quei lavoratori che, impiegati nei servizi offerti dal Project come cup, portierato e vigilanza, abbiano a subire delle ripercussioni negative per scelte volte soltanto a garantire criteri di economicità aziendali». Arriva , perentoria, una richiesta di incontro alla Assl di Nuoro, alla cui guida è arrivata il 16 marzo scorso la dottoressa Grazia Cattina.
«Forti del mandato, ricevuto da tutti i lavoratori coinvolti, già riuniti in assemblea, chiediamo l’apertura, in tempi celeri e certi, di un tavolo di confronto che veda coinvolti tutti i rappresentanti dei lavoratori, le aziende operanti all’interno del Polo sanitario della Sardegna e i vertici Ats, alla presenza, in funzione di garanzia, della Presidenza della Region per stabilire i migliori percorsi a difesa del lavoro svolto e da svolgere, a beneficio dell’intera cittadinanza, in un territorio tormentato come il nostro dove non ci possiamo permettere neanche la perdita di un posto di lavoro» conclude la segretaria dell’organizzazione di categoria della Cgil. La parola passa ora al neo direttore d’area e al manager dell’Azienda unica, Fulvio Moirano. Che, a parte una stringata nota stampa all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato non hanno più detto una parola.
Muravera attesta le proprie posizioni senza arretrare di un passo. Anzi, rilancia. «La Filcams Cgil, per prima, ha posto il problema nei giorni scorsi sulle conseguenze che la sentenza poteva generare. Notiamo, sperando che l’unione faccia la forza – incalza –, che la nostra posizione è stata ripresa, tardivamente, da qualche rappresentante politico. Siamo seriamente preoccupati che questo perdurante silenzio danneggi quei lavoratori che, impiegati nei servizi offerti dal Project come cup, portierato e vigilanza, abbiano a subire delle ripercussioni negative per scelte volte soltanto a garantire criteri di economicità aziendali». Arriva , perentoria, una richiesta di incontro alla Assl di Nuoro, alla cui guida è arrivata il 16 marzo scorso la dottoressa Grazia Cattina.
«Forti del mandato, ricevuto da tutti i lavoratori coinvolti, già riuniti in assemblea, chiediamo l’apertura, in tempi celeri e certi, di un tavolo di confronto che veda coinvolti tutti i rappresentanti dei lavoratori, le aziende operanti all’interno del Polo sanitario della Sardegna e i vertici Ats, alla presenza, in funzione di garanzia, della Presidenza della Region per stabilire i migliori percorsi a difesa del lavoro svolto e da svolgere, a beneficio dell’intera cittadinanza, in un territorio tormentato come il nostro dove non ci possiamo permettere neanche la perdita di un posto di lavoro» conclude la segretaria dell’organizzazione di categoria della Cgil. La parola passa ora al neo direttore d’area e al manager dell’Azienda unica, Fulvio Moirano. Che, a parte una stringata nota stampa all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato non hanno più detto una parola.
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