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Folla a Pasquetta nel borgo dei tenores
BITTI. «È stato un successo inaspettato per numero di adesioni e per l’entusiasmo riscosso» ha commentato Dario Farina, l’organizzatore della giornata di pasquetta nel borgo dei tenores. Una quinta...
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BITTI. «È stato un successo inaspettato per numero di adesioni e per l’entusiasmo riscosso» ha commentato Dario Farina, l’organizzatore della giornata di pasquetta nel borgo dei tenores. Una quinta edizione da record con centinaia di visitatori andati alla scoperta del lungo itinerario tra la natura mozzafiato del Parco di Tepilora, antiche mulattiere e percorsi carrai lungo i quali, da monte a valle, si trasportava il carbone, sino ad arrivare alla costa. «Per molti escursionisti – ha precisato Farina – è stata l’occasione per scoprire sia le piazzuole in cui avveniva l’abbruciamento del legnatico, sas kejas de su carvone, che le strutture (sas dispensas), costruite a metà del XIX secolo, funzionali sia allo stoccaggio del prodotto che ad ospitare le famiglie degli stessi operai». Un itinerario affascinante in cui l’aspetto storico è entrato in simbiosi con quello ambientale e naturale, grazie all’oculata politica di valorizzazione dell’Agenzia Forestas che ha individuato e al contempo ripristinato, questo e tanti altri percorsi e sentieri, al fine di far conoscere il Parco nei suoi aspetti più suggestivi e nascosti, permettendone la fruizione e il pieno godimento da parte delle comunità. Ha fatto seguito il pranzo tipico e nel pomeriggio, la visita guidata al sito di Romanzesu. «Una giornata – ha concluso Dario Farina – che difficilmente si dimenticherà, in cui alla scoperta della Sardegna nei suoi aspetti ambientali ha fatto da cornice la suggestione del culto delle acque praticato 3mila anni fa all’interno del sito di Romanzesu». Il prossimo appuntamento è per il 1° maggio, in cui per rafforzare questo inscindibile connubio ambiente, natura e storia, verrà proposto un nuovo itinerario all’interno del Parco a cui seguirà la visita guidata a una delle tante singolari testimonianze che la Sardegna nuragica ha lasciato. (b.a.)
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