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Nuoro

“Pineta proprietà privata” È polemica a Siniscola

di Sergio Secci
“Pineta proprietà privata” È polemica a Siniscola

Salvatore Lai rivendica la titolarità dei terreni e di un tratto di fiume a Pischera Così ha recintato un’area impedendo il transito delle auto verso la spiaggia

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SINISCOLA. I primi turisti e i vacanzieri che nella giornata di Pasquetta si sono recati al mare a Pischera tra la Caletta e Santa Lucia, hanno dovuto fare un tragitto più lungo per raggiungere la spiaggia e la foce di Graneri. Impossibile infatti proseguire in auto lungo la pista sterrata che prosegue in pineta. Questo a causa della presenza di una recinzione posizionata da Salvatore Lai, proprietario dei terreni e del tratto di fiume tra la provinciale e il mare. In quell’area infatti, così come succede nel vicino comune di Posada, anche le acque sono infatti di proprietà privata a seguito di un atto di vendita da parte dello Stato che risale alla seconda metà dell’Ottocento e a successivi rogiti pubblici.

L'area di Pischera e le acque dello stagno di Graneri, cosi come quelle di Palones, allora denominate paludi di Siniscola e Posada, vennero vendute dallo Stato nel lontano 1870 al prezzo di 51mila, 727 lire e diciotto centesimi. Vittorio Emanuele II su proposta dell'allora ministro delle finanze Quintino Sella, alienò per far cassa come si direbbe oggi, beni e proprietà dello Stato svendendo le malariche paludi costiere invivibili per pastori e agricoltori dell’epoca. In quest’elenco, figurano anche una serie di proprietà che vanno dagli stagni di Posada a quello di Berchida. Dall'Ottocento a oggi, con gli stagni in parte prosciugati e fiumi che hanno cambiato corso e sbocco a mare, c'è stato un susseguirsi di proprietari e l'area della peschiera attraverso le sorelle Corrias, è giunta in possesso di Salvatore Lai (noto Laeddu) che vi ha esercitato per decenni l’attività di pescatore. Già nel 2003, Lai entrò in contrasto con la Provincia di Nuoro che per la costruzione dei nuovi ponti sulla strada che porta da Sa Petra Ruia a La Caletta, gli espropriò i terreni a un prezzo irrisorio. Il tribunale aveva poi dato ragione al pescatore, sia sulla proprietà dei terreni sia sul valore dell’esproprio. Forte di quella sentenza ma anche di altri atti ufficiali che riconoscono le proprietà sia delle acque che di vari appezzamenti a Pischera, Lai ha chiuso i suoi terreni con una rete che non consente più di attraversare la proprietà privata.

Nei giorni scorsi ci sono stati i primi mugugni ma nulla però in confronto a quello che potrebbe succedere d'estate perché la zona, soprattutto a luglio e agosto, è meta di migliaia di persone ogni giorno. «Siamo a conoscenza della vicenda», spiega il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici del comune di Siniscola Marco Fadda. «Per il momento, sono stati fatti già due sopralluoghi e l’ufficio tecnico, sta vagliando la presenza nella zona di eventuali usi civici e i confini con l’area demaniale. Una volta appurato questo si potrà eventualmente intervenire o trovare un accordo».

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