l’assistenza sanitaria ai reclusi
Un ambulatorio moderno in collaborazione con l’Assl
NUORO. Come è stato detto più volte anche ieri dagli intervenuti alla cerimonia, il carcere di Badu’ e Carros non è un corpo estraneo alla città, ma parte integrante del territorio con cui...
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NUORO. Come è stato detto più volte anche ieri dagli intervenuti alla cerimonia, il carcere di Badu’ e Carros non è un corpo estraneo alla città, ma parte integrante del territorio con cui interagisce. Per questo la presenza all’inaugurazione del nuovo padiglione del sindaco Andrea Soddu, dei giudici di sorveglianza di Nuoro e Sassari, del questore e dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, oltre ai rappresentanti delle varie associazioni di volontariato che da anni operano silenziosamente nell’istituto, non è un fatto per niente casuale.
Così come aveva un significato preciso la presenza della dottoressa Grazia Cattina, dallo scorso 16 marzo alla guida della Asl nuorese, azienda sanitaria che con il passaggio ormai da diversi anni delle competenze della salute si occupa dell’assistenza ai reclusi in carcere. Fin dove è possibile assicurando le cure in loco oppure prevedendo trasferimenti nei presidi del territorio per le visite specialistiche ed eventuali ricoveri.
È stato possibile arredare a tempo di record gli ambulatori della nuova ala proprio grazie alla disponibilità dei dirigenti sanitari nuoresi, sensibili a rispondere alle richieste della direzione. È ben noto che il tema della salute in carcere e della sua tutela è spesso uno degli aspetti più critici durante la detenzione. In carcere si sta male e spesso ci si ammala. Sicuramente – lo dicono le statistiche – molto di più che all’esterno. A preoccupare soprattutto è il disagio psichico delle persone ristrette.
Fino ad oggi la situazione sembrava aver trovato l’equilibrio con la presenza nell’istituto di un dirigente medico che poteva contare su un organico sostanzialmente stabile ed adeguato grazie ad un numero congruo di infermieri. Ma il carico di lavoro con i nuovi arrivi oltre che sul fronte della vigilanza si porrà ovviamente anche sul versante dell’assistenza sanitaria. Provvidenziale in questo senso la collaborazione della Assl nell’offrire anche ai detenuti un servizio il più possibile efficiente. (l.u.)
Così come aveva un significato preciso la presenza della dottoressa Grazia Cattina, dallo scorso 16 marzo alla guida della Asl nuorese, azienda sanitaria che con il passaggio ormai da diversi anni delle competenze della salute si occupa dell’assistenza ai reclusi in carcere. Fin dove è possibile assicurando le cure in loco oppure prevedendo trasferimenti nei presidi del territorio per le visite specialistiche ed eventuali ricoveri.
È stato possibile arredare a tempo di record gli ambulatori della nuova ala proprio grazie alla disponibilità dei dirigenti sanitari nuoresi, sensibili a rispondere alle richieste della direzione. È ben noto che il tema della salute in carcere e della sua tutela è spesso uno degli aspetti più critici durante la detenzione. In carcere si sta male e spesso ci si ammala. Sicuramente – lo dicono le statistiche – molto di più che all’esterno. A preoccupare soprattutto è il disagio psichico delle persone ristrette.
Fino ad oggi la situazione sembrava aver trovato l’equilibrio con la presenza nell’istituto di un dirigente medico che poteva contare su un organico sostanzialmente stabile ed adeguato grazie ad un numero congruo di infermieri. Ma il carico di lavoro con i nuovi arrivi oltre che sul fronte della vigilanza si porrà ovviamente anche sul versante dell’assistenza sanitaria. Provvidenziale in questo senso la collaborazione della Assl nell’offrire anche ai detenuti un servizio il più possibile efficiente. (l.u.)
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