La Nuova Sardegna

Nuoro

Abbanoa, debito delle parrocchie «Anche la Chiesa deve pagare»

di Francesco Pirisi
Abbanoa, debito delle parrocchie «Anche la Chiesa deve pagare»

Dura replica dell’amministratore unico Ramazzotti dopo le polemiche sui consumi nella diocesi «Siamo pronti ad aprire un tavolo per cercare soluzioni, ma non si possono fare eccezioni»

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NUORO. «La pazienza, l’attenzione e la sensibilità del Gestore unico verso la Chiesa (che ha un debito consistente, di cui buona parte è relativa alla diocesi di Nuoro) non può essere irrisa e stravolta con argomenti capziosi». Parole dell’amministratore unico di Abbanoa, Alessandro Ramazzotti. «La volontà di trovare un accordo, così come scritto nella lettera inviata venerdì al vescovo Mosè Marcia, evidenzia la determinazione da parte di Abbanoa di voler trovare una soluzione a un problema tanto evidente quanto imbarazzante. Soluzione senza la quale, sulla base di un principio di equità e giustizia, il Gestore attiverà tutte le procedure di rientro dal debito, come succede per ogni cliente della Sardegna». Le parrocchie nel Nuorese – fanno sapere dagli uffici Abbanoa di Cagliari – hanno accumulato complessivamente circa un quarto dei 400mila euro dei debiti di tutte le utenze religiose in Sardegna per consumi realmente effettuati: «Don Borrotzu dice che i parroci vogliono pagare? Bene, ma fino a oggi invece si è tentato di nascondere questi debiti per un servizio effettivamente ricevuto (non solo l’approvvigionamento idrico, ma anche la fognatura e la depurazione) con accuse strumentali e campagne demagogiche». Per questo motivo l’amministratore unico di Abbanoa, Alessandro Ramazzotti, ha richiesto al vescovo di Nuoro di aprire un tavolo di confronto e affrontare insieme le criticità con un piano complessivo di rientro del debito e di regolarizzazione dei contratti relativi alle utenze religiose.

«Ci sono decine di parrocchie che non hanno mai pagato l’acqua consumata, utenze intestate a parroci successivamente trasferiti ma senza che venisse effettuato un regolare cambio d’intestazione, punti di prelievo da censire e altre irregolarità che trovano origine nelle banche dati, spesso approssimative, fornite dai precedenti gestori. Una situazione sulla quale Abbanoa ha il dovere di fare chiarezza e mettere ordine nell’interesse della collettività» spiega Ramazzotti. «Da anni il Gestore è impegnato in una profonda campagna di regolarizzazione di tutte le utenze del Servizio idrico integrato con regole certe e uguali per tutti. Le utenze religiose non possono rappresentare un’eccezione. Le obbiezioni sollevate da don Borrotzu sono abbondantemente superate da parecchio tempo e non possono essere utilizzate strumentalmente. I depositi cauzionali sono stati disciplinati dall’Autorità nazionale “Arera” introducendo regole certe in tutta Italia che hanno consentito anche ad Abbanoa di mettere ordine nella nostra regione: due terzi delle utenze l’avevano pagato, un terzo no. Per le utenze religiose con consumi inferiori ai 500 metri cubi, non solo esiste da anni la riduzione a 132 euro ma c’è la possibilità, effettuando la domiciliazione, di non pagare niente o vedersi restituire quanto già versato». C’è l’obbligo, però, di essere in regola con i pagamenti dei consumi effettuati. E questo requisito nasconde evidentemente la reale difficoltà di chi non ha richiesto la riduzione. «È per questo motivo che, come già avvenuto con altre Diocesi come quelle di Cagliari e Tempio, Abbanoa propone l’apertura di un tavolo. È una mano tesa per avviare un dialogo costruttivo anche nel rispetto della stragrande maggiore dei clienti che paga regolarmente il servizio. Il Servizio idrico integrato non può tollerare diversità di trattamento. In mancanza di una regolarizzazione le utenze morose sono sempre destinate ad azioni di messa in mora fino alla sospensione della fornitura. Le parrocchie non possono essere un’eccezione».

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