Ottana, vertenza tessili nuovo incontro in Regione
di Federico Sedda
L’assessore al Lavoro con i rappresentanti territoriali di categoria Mura: «Cerchiamo un’altra strada che consenta l’erogazione della mobilità»
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OTTANA. La vertenza degli ex lavoratori tessili della provincia di Nuoro che da due anni sono senza tutela economica registra un nuovo passaggio al tavolo della giunta regionale. Ieri a Cagliari l’assessore al Lavoro, Virginia Mura, ha incontrato i rappresentanti territoriali di categoria della provincia di Nuoro, per l’analisi della situazione. «L’assessore Mura – si legge in una nota – ha riepilogato la situazione della vertenza, nata a seguito della mancata presentazione sul Sil Sardegna, da parte di circa 130 lavoratori delle istanze volte a ottenere il trattamento di mobilità in deroga. Per far fronte all’impegno assunto dalla giunta regionale per rispondere alle difficoltà in cui versano i lavoratori e le loro famiglie di riservare circa due milioni di euro per un pacchetto di misure specifiche all’interno del piano LavoRAS, l’assessora Mura ha individuato tre possibili destinazioni delle risorse. La prima via – spiega il comunicato – consiste nell’insistere nel tentativo di ottenere la concessione del trattamento di mobilità in deroga. A questo proposito l’assessore ha ricordato gli ostacoli che finora hanno reso impraticabile questa strada, precisando che l’Inps, anche nei giorni scorsi, ha ribadito l’indisponibilità di risorse a valere sulle assegnazioni statali. Quanto alla possibilità di utilizzare risorse regionali, l’assessore ha dichiarato la disponibilità a proseguire le interlocuzioni con il ministero del Lavoro per l’individuazione di un’altra modalità che consenta l’erogazione del trattamento di mobilità in deroga, ricordando, però, che un simile risultato fu ottenuto in via eccezionale solo nel 2016 per il pagamento delle mobilità 2014 e che ha richiesto ben due anni di trattative e interlocuzioni con il governo». Una strada, insomma, in salita. «Le altre due possibili soluzioni – sottolinea la nota – consistono nell’attivazione di cantieri comunali per un periodo di otto mesi. Un percorso che consentirebbe ai lavoratori, alla scadenza del cantiere di fruire di quattro mesi di disoccupazione. L’altra strada è la partecipazione a un piano personalizzato che permetterebbe a ogni lavoratore di fruire, per il periodo di svolgimento del progetto, ipotizzabile in sei mesi, prorogabili di altri sei, di un assegno di 500 euro mensili». L’assessore ha chiesto ai sindacati di pronunciarsi sulle opzioni proposte. Le tre possibili soluzioni saranno proposte a un’assemblea dei lavoratori. I sindacati hanno chiesto alla Regione di esplorare la possibilità di un sussidio una tantum in favore dei lavoratori per offrire loro un sostegno economico. Il tavolo è stato aggiornato al 27 aprile.
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