Su Connottu, i moti 150 anni dopo
Dal 27 al 29 aprile convegni e spettacoli in ricordo della capopopolo Pasqua Zau
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NUORO. Centocinquant'anni fa in città ci fu una della più note rivolte popolari che attraversarono l’800, i famosi moti di Su Connottu. A guidarla fu un'impavida popolana nuorese, Pasqua Selis Zau, che spalleggiata da centinaia di concittadini cercò di opporsi ai piani di lottizzazione e vendita dei terreni comunali. In occasione dell'anniversario della rivolta, l'associazione cittadina dedicata a "Paskedda Zau" celebrerà la ricorrenza con una tre giorni ricca di eventi. Tra conferenze, cerimonie e convegni, l'iniziativa aprirà il 27 aprile e avrà il suo clou domenica 29, con la rappresentazione teatrale dell'evento storico, grazie alla collaborazione dell’Ordine degli avvocati nuoresi e della scuola forense, diretta dall’avvocatessa Monica Murru.
Dopo il grande successo del "Processo al lupo cattivo di Cappuccetto rosso", la scuola forense nuorese scende di nuovo in campo con la rappresentazione del processo pubblico a Pasqua Zau e i suoi coimputati, con magistrati e avvocati che hanno dato la disponibilità per ricostruire l’intera storia dei moti arricchita da testimonianze e documenti autentici. Tutte le manifestazioni si avvarranno della collaborazione dei Figli d'arte Medas e della direzione artistica di Gianluca Medas.
Il 26 Aprile 1868 i nuoresi scesero in piazza guidati dalla popolana Pasqua Selis Zau (Nuoro 1808-1882). Il motivo scatenante fu la decisone presa dall’amministrazione comunale, che dovendo concorrere a finanziare gli inglesi della Compagnia delle Ferrovie per realizzare le prime strade ferrate sarde, decise di mettere in vendita al miglior offerente i terreni di proprietà comunale abolendo tutti i diritti di “ademprivio” che sino ad allora avevano consentito l’uso comunitario dell’intero patrimonio territoriale comunale, che andava dal monte Ortobene a Sa Serra. Quel giorno, nell’estremo tentativo di ottenere la revoca dell’infausta delibera, oltre 300 nuoresi si mossero, provenienti da diverse parti della cittadina, prima verso la sede della Sottoprefettura, quindi verso palazzo Martoni, allora sede del Comune di Nuoro nell'attuale via Chironi 5. Al grido “torramus a su connottu” fecero irruzione nella casa comunale e disarmata la guardia nazionale devastarono gli archivi distruggendo la documentazione relativa ai piani di lottizzazione e vendita dei terreni comunali. Gli arrestati furono 69,accusati di disordini e saccheggio mentre altri 10 furono accusati di essere promotori e istigatori della sommossa e inviati a processo presso la Corte di Appello di Cagliari.
Solo dopo l’ intervento del parlamentare Giorgio Asproni, il ministro di Grazia e Giustizia Defilippo decretò la concessione di un’amnistia che venne firmata il 29 novembre 1868 dal Re Vittorio Emanuele II. Nel 1872, gli assegnatari perfezionarono i pagamenti e con rogito notarile del notaio Cossellu di Orani e le terre pubbliche furono definitivamente privatizzate. In definitiva i moti de Su Connottu sancirono una indelebile sconfitta per la comunità nuorese e come cantò il poeta Rubeddu “ i poveri divennero più poveri e i ricchi più ricchi”. (s.v.)
Dopo il grande successo del "Processo al lupo cattivo di Cappuccetto rosso", la scuola forense nuorese scende di nuovo in campo con la rappresentazione del processo pubblico a Pasqua Zau e i suoi coimputati, con magistrati e avvocati che hanno dato la disponibilità per ricostruire l’intera storia dei moti arricchita da testimonianze e documenti autentici. Tutte le manifestazioni si avvarranno della collaborazione dei Figli d'arte Medas e della direzione artistica di Gianluca Medas.
Il 26 Aprile 1868 i nuoresi scesero in piazza guidati dalla popolana Pasqua Selis Zau (Nuoro 1808-1882). Il motivo scatenante fu la decisone presa dall’amministrazione comunale, che dovendo concorrere a finanziare gli inglesi della Compagnia delle Ferrovie per realizzare le prime strade ferrate sarde, decise di mettere in vendita al miglior offerente i terreni di proprietà comunale abolendo tutti i diritti di “ademprivio” che sino ad allora avevano consentito l’uso comunitario dell’intero patrimonio territoriale comunale, che andava dal monte Ortobene a Sa Serra. Quel giorno, nell’estremo tentativo di ottenere la revoca dell’infausta delibera, oltre 300 nuoresi si mossero, provenienti da diverse parti della cittadina, prima verso la sede della Sottoprefettura, quindi verso palazzo Martoni, allora sede del Comune di Nuoro nell'attuale via Chironi 5. Al grido “torramus a su connottu” fecero irruzione nella casa comunale e disarmata la guardia nazionale devastarono gli archivi distruggendo la documentazione relativa ai piani di lottizzazione e vendita dei terreni comunali. Gli arrestati furono 69,accusati di disordini e saccheggio mentre altri 10 furono accusati di essere promotori e istigatori della sommossa e inviati a processo presso la Corte di Appello di Cagliari.
Solo dopo l’ intervento del parlamentare Giorgio Asproni, il ministro di Grazia e Giustizia Defilippo decretò la concessione di un’amnistia che venne firmata il 29 novembre 1868 dal Re Vittorio Emanuele II. Nel 1872, gli assegnatari perfezionarono i pagamenti e con rogito notarile del notaio Cossellu di Orani e le terre pubbliche furono definitivamente privatizzate. In definitiva i moti de Su Connottu sancirono una indelebile sconfitta per la comunità nuorese e come cantò il poeta Rubeddu “ i poveri divennero più poveri e i ricchi più ricchi”. (s.v.)
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