Progetti di reinserimento nella società
Sono diverse le azioni previste nel documento siglato tra Comune e il Centro per la giustizia minorile e tutte mirate a favorire l’integrazione nella società attraverso un progetto di reinserimento...
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Sono diverse le azioni previste nel documento siglato tra Comune e il Centro per la giustizia minorile e tutte mirate a favorire l’integrazione nella società attraverso un progetto di reinserimento individuale o un percorso in comunità. Tra le più importanti: «l’impegno del Comune a favorire l’inserimento dei minori e giovani dell’area penale, in età compresa fra i 14 e i 25 anni, nelle attività e nei servizi programmati, in particolare per quanto attiene alla partecipazione a laboratori multidisciplinari, progetti di sostegno scolastico e formazione professionale, tirocini formativi e attività sportiva e – si legge nel documento – ogni altro intervento che possa favorire il trattamento del minore e del giovane, promuovere il suo reinserimento nella famiglia e nel contesto sociale di appartenenza fino al raggiungimento della sua autonomia personale».
Nel caso in cui si renda necessario l’inserimento del minore in comunità le parti hanno concordato che in presenza di misura cautelare o di sicurezza, il pagamento della retta comunitaria sarà a totale carico del Centro per la Giustizia minorile. È prevista una la compartecipazione della retta con l’ente locale, nella misura del 50%, nel caso in cui il minore sia inserito già nella comunità a cura del Comune.
Non solo, nel protocollo è annunciata la promozione di formazione congiunta degli operatori, progettazione di interventi mirati in favore della fascia d’utenza attraverso l’analisi dei bisogni, delle problematiche e delle risorse».
Nel caso in cui si renda necessario l’inserimento del minore in comunità le parti hanno concordato che in presenza di misura cautelare o di sicurezza, il pagamento della retta comunitaria sarà a totale carico del Centro per la Giustizia minorile. È prevista una la compartecipazione della retta con l’ente locale, nella misura del 50%, nel caso in cui il minore sia inserito già nella comunità a cura del Comune.
Non solo, nel protocollo è annunciata la promozione di formazione congiunta degli operatori, progettazione di interventi mirati in favore della fascia d’utenza attraverso l’analisi dei bisogni, delle problematiche e delle risorse».
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