La Nuova Sardegna

Nuoro

Radioterapia oncologica attivato il nuovo “Linac”

di Kety Sanna
Radioterapia oncologica attivato il nuovo “Linac”

L’acceleratore lineare produce fasci di raggi X orientati sulla massa tumorale È collocato in una stanza schermata per evitare la dispersione delle radiazioni

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NUORO. L’acceleratore lineare della Radioterapia dell’ospedale San Francesco di Nuoro, un modello di ultima generazione, sofisticato e in grado di produrre fasci di elettroni e di fotoni “X” altamente orientati che vengono fatti incidere sulla massa tumorale, è entrato in funzione il 26 gennaio scorso.

A darne notizia la responsabile dell’Unità operativa, Salvatrice Campoccia che, soddisfatta per l’importantissimo traguardo, ringrazia la Direzione d’area per il supporto e in particolare, l’ex direttore Andrea Marras che si era battuto per il raggiungimento dell’importante obiettivo permettendo di fatto, al capoluogo barbaricino, di diventare un importante polo regionale della radioterapia.

Si tratta del secondo strumento collocato in una stanza schermata del reparto di Radioterapia, un vero e proprio bunker per evitare la dispersione di radiazioni X e di neutroni che si generano quando si lavora con alte energie.

Il macchinario è dotato di lettino motorizzato, capace di effettuare movimenti con 6 gradi di libertà, nonché di sistemi integrati per immagini, che consentono la verifica del corretto posizionamento del paziente. In aggiunta all’acceleratore lineare sono stati installati, inoltre, la strumentazione per la misura della dose dei fasci sia di elettroni che di raggi X, un sistema computerizzato per l'elaborazione dei piani di trattamento.

«L’uso di un’apparecchiatura radiante, qual’è l’acceleratore lineare (Linac) – spiega in una nota l’Ats Sardegna-Assl Nuoro – necessita di una serie di infrastrutture particolari, che garantiscano la sicurezza sia per gli operatori che per i pazienti. L’attività della radioterapia viene svolta in equipe. I due acceleratori lineari sono costantemente monitorati secondo rigidi protocolli di assicurazione di qualità, a cura della Fisica sanitaria, in modo che venga sempre garantita l’erogazione, da parte dei tecnici sanitari di Radiologia medica, del trattamento così come è stato prescritto dal medico specialista in Radioterapia oncologica».

«Oltre alla radioterapia a intensità modulata Imrt (Intensity Modulated Radiotherapy) – aggiunge la responsabile, Salvatrice Campoccia –, che già da tempo viene eseguita con il primo Linac, il nuovo acceleratore consente di effettuare radioterapia volumetrica Vmat (Volumetric modulated arc therapy), terapia radiante guidata dalle immagini (Igrt), e – speriamo quanto prima – la radioterapia stereotassica, una tecnica radioterapica che consiste nella irradiazione di neoplasie primitive o secondarie di piccolo volume che insorgono in diversi organi (sistema nervoso, fegato, polmone) con dosi elevate».

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