Capitale della cultura 2020 l’utilità della candidatura
NUORO. Dopo il grande entusiasmo collettivo per la corsa (purtroppo vana) al titolo di Capitale italiana della Cultura 2020, la politica cittadina sembra essere sprofondata nel sonno. Cosa sta...
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NUORO. Dopo il grande entusiasmo collettivo per la corsa (purtroppo vana) al titolo di Capitale italiana della Cultura 2020, la politica cittadina sembra essere sprofondata nel sonno. Cosa sta succedendo? «Mi permetto di dissentire – risponde subito il vice sindaco Sebastian Cocco –, ma la corsa non è stata affatto vana perché entrare nella top ten delle capitali culturali non è stato semplice e produrrà benefici già nel breve periodo. Infatti, saremo presenti al Salone del Libro di Torino, tra qualche settimana, per un gemellaggio ideale tra le figure di Grazia Deledda e di Gabriel Garcia Marquez; saremo gli ospiti d’onore dell’Istituto italiano di cultura di Barcellona a novembre. Insomma, la città finalmente si apre al mondo. La candidatura è stata utile anche per misurarsi con altre realtà. Soprattutto è servita a riscoprire un senso di appartenenza, di condivisione. Occorre mantenere vivo questo sentimento e lo si può fare solamente motivando la squadra di governo e coinvolgendo la città. Debbo sottolineare, con orgoglio, che la candidatura a Capitale della cultura è stata inserita nel programma elettorale del 2015 su proposta della Base e abbiamo mantenuto l’impegno». (l.p.)
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