La Nuova Sardegna

Nuoro

Sciopero della fame per non perdere il posto in cattedra

Valeria Gianoglio
Sciopero della fame per non perdere il posto in cattedra

Una delegazione di docenti del Nuorese da giorni è a Roma: «Siamo diplomati e al lavoro da tempo: ci vogliono cacciare»

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. «Stanotte abbiamo dormito in macchina, perché ieri sera hanno cercato di cacciarci via, ma noi non volevamo cedere. Resteremo qui, a Roma, davanti al ministero dell’Istruzione, continueremo a darci il cambio nel presidio e proseguiremo lo sciopero della fame: lo devono proprio vedere, che ci stiamo consumando per colpa loro. Ci vogliono licenziare dopo tanti anni di precariato, dopo aver conquistato il posto di ruolo, solo perché vogliono cancellare un diritto acquisito: il diritto a insegnare alle elementari per chi ha il diploma magistrale e tutte le abilitazioni necessarie». Silvia Mureddu, tra mille pensieri, rabbia e preoccupazioni, la fame non la sente neanche un po’. Insegnante all’istituto comprensivo del suo paese natale, Orani, mamma di tre figli, uno dei quali con una invalidità, un posto fisso conquistato – ricorda – «dopo aver speso tanti anni percorrendo 250 km da Orani per andare a insegnare fuori» – la docente barbaricina è da giorni a Roma insieme a un gruppo agguerrito di altre colleghe sarde e in particolare del Nuorese.

«Abbiamo cominciato lo sciopero della fame – racconta ieri mattina alla vicecoordinatrice nazionale della Gilda, Maria Domenica Di Patre che l’ha chiamata per fare il punto della complicata situazione – e non abbiamo alcuna intenzione di cedere, anche se proprio ieri sera ci volevano togliere i permessi per manifestare, ma noi non andremo via di qui senza che prima ci stabilizzino. Siamo allo sciopero della fame perché non ne possiamo più: siamo reduci da anni di precariato, di ricorsi, di chilometri macinati sulle strade della Sardegna, e proprio adesso che molti di noi avevano ottenuto il posto fisso ce lo vogliono togliere solo perché il Consiglio di Stato, in adunanza plenaria, ha stabilito di fatto che noi diplomati magistrali siamo a rischio di licenziamento e di estromissione dalle graduatorie a esaurimento. Ma stiamo scherzando? Stanno intaccando un nostro diritto acquisito». «Qui, a protestare a Roma – ricorda Silvia Mureddu – siamo moltissime mamme, e c’è chi, a causa di questa sentenza e decisione, insieme al posto di lavoro rischia anche di perdere l’affidamento dei proprio figli, visto che, in quanto divorziata se non ha uno stipendio, potrebbe perdere pure l’affidamento dei ragazzi. Per non parlare poi dei mutui a rischio e di tante situazioni delicate».

«Al ministero stiamo chiedendo un decreto d’urgenza – spiega Antonella Fadda, docente di Macomer e componente della delegazione nuorese, appena rientrata da Roma – vogliamo un decreto d’urgenza che salvi i docenti di ruolo e che non tocchi i diritti acquisiti. Chiediamo la riapertura delle graduatorie a esaurimento. Perché davvero, così non si può andare avanti: ci stanno portando alla esasperazione». «Serve una soluzione politica – dice, alla delegazione sarda, la vicecoordinatrice nazionale della Gilda, Maria Di Patre – Non si possono licenziare 50mila persone in tutta Italia, e centinaia da noi nel Nuorese. Non lo permetteremo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative