Chiusa via Don Bosco una voragine nell’asfalto
A un mese dal primo crollo un altro cedimento a ridosso del cantiere edile Nuova ordinanza del sindaco contro l’impresa Carboni per il ripristino dei luoghi
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NUORO. È bastata una giornata di pioggia incessante per provocare una nuova frana in via Don Bosco nel cantiere dove la Immobiliare Nuova snc di Mauro Carboni e C sta realizzando un edificio per la media distribuzione commerciale. Il primo episodio si era verificato poco più di un mese fa, e aveva portato a un’ordinanza di ripristino dei luoghi entro dieci giorni dal provvedimento. Ripristino che evidentemente non è stato portato a termine correttamente, visto che ieri mattina si è verificata una nuova frana, ancora più rilevante della prima e tale da indurre il Comune a emanare una nuova ordinanza per il ripristino dei luoghi. La strada intanto è stata chiusa al traffico in un senso di marcia anche perché il crollo questa volta non si è limitato al marciapiede, ma ha riguardato anche una parte della carreggiata.
L’assessore all’Urbanistica Giuliano Sanna ha dato mandato ai tecnici comunali di stabilire al più presto le cause del crollo in modo da appurare se da parte dell’impresa il ripristino del precedente sia avvenuto correttamente. Erano stati proprio i tecnici comunali a ritenere, dopo il crollo dello scorso marzo, che i lavori di sbancamento in via Don Bosco non fossero stati correttamente ma in modo tale da creare una situazione di pericolo. Il sindaco Soddu aveva così emanato con urgenza un’ordinanza in cui si chiedeva alla società intestataria della concessione edilizia, la Immobiliare Nuova snc di Mauro Carboni e C, «il ripristino delle necessarie condizioni di sicurezza e quant’altro il caso richiede per tutelare la pubblica incolumità». La società avrebbe dovuto provvedere entro dieci giorni dall’ordinanza, la n. 59 del 23 marzo. I tecnici del servizio urbanistica comunale avevano eseguito un sopralluogo in via Don Bosco, che era già stata transennata nel luogo del cedimento dopo l’intervento dei vigili del fuoco, per accertare la «reale situazione di pericolo segnalata, connessa con i lavori di sbancamento e la realizzazione delle opere di fondazione». Dalla relazione era risultata «l’effettiva situazione di pericolo causata dai lavori in corso»: lo sbancamento era stato eseguito «in modo eccessivamente verticale e a ridosso del confine con la via Don Bosco per una profondità di metri 7», tale da causare «lo scivolamento del terrapieno con lo svuotamento del sostegno del marciapiede». Situazione che ha provocato anche il danneggiamento della condotta fognaria, dei cavi della rete elettrica dell’illuminazione pubblica compreso il cedimento di un paio di pali di illuminazione». Ora una nuova puntata a poco più di un mese di distanza. (p.me.)
L’assessore all’Urbanistica Giuliano Sanna ha dato mandato ai tecnici comunali di stabilire al più presto le cause del crollo in modo da appurare se da parte dell’impresa il ripristino del precedente sia avvenuto correttamente. Erano stati proprio i tecnici comunali a ritenere, dopo il crollo dello scorso marzo, che i lavori di sbancamento in via Don Bosco non fossero stati correttamente ma in modo tale da creare una situazione di pericolo. Il sindaco Soddu aveva così emanato con urgenza un’ordinanza in cui si chiedeva alla società intestataria della concessione edilizia, la Immobiliare Nuova snc di Mauro Carboni e C, «il ripristino delle necessarie condizioni di sicurezza e quant’altro il caso richiede per tutelare la pubblica incolumità». La società avrebbe dovuto provvedere entro dieci giorni dall’ordinanza, la n. 59 del 23 marzo. I tecnici del servizio urbanistica comunale avevano eseguito un sopralluogo in via Don Bosco, che era già stata transennata nel luogo del cedimento dopo l’intervento dei vigili del fuoco, per accertare la «reale situazione di pericolo segnalata, connessa con i lavori di sbancamento e la realizzazione delle opere di fondazione». Dalla relazione era risultata «l’effettiva situazione di pericolo causata dai lavori in corso»: lo sbancamento era stato eseguito «in modo eccessivamente verticale e a ridosso del confine con la via Don Bosco per una profondità di metri 7», tale da causare «lo scivolamento del terrapieno con lo svuotamento del sostegno del marciapiede». Situazione che ha provocato anche il danneggiamento della condotta fognaria, dei cavi della rete elettrica dell’illuminazione pubblica compreso il cedimento di un paio di pali di illuminazione». Ora una nuova puntata a poco più di un mese di distanza. (p.me.)
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