«Prima l’incolumità e la sicurezza, poi gli affari»
Smottamento in via don Bosco, la Cisal si schiera con l’ordinanza del sindaco e contro i commercianti
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NUORO. «Vorremmo garbatamente far rilevare ai commercianti nuoresi che al primo posto c’è la sicurezza e l’incolumità delle persone e degli automobilisti e che il loro danno sarebbe stato, potenzialmente, anche dal punto di vista occupazionale, ancora più grave e rilevante in assenza di provvedimenti specifici».
La polemica cittadina sull’ordinanza sindacale che blocca il traffico per i cedimenti in via Don Bosco si arricchisce di un ulteriore capitolo. A dire la sua è Luciano Carroni segretario provinciale della Cisal che, in questa occasione si schiera con il Comune di Nuoro. «È da apprezzare la tempestività dell’intervento dell’amministrazione di Nuoro che, pare, invece, abbia suscitato le proteste di alcuni imprenditori commerciali, i quali si dichiarano danneggiati per circa il 30 per cento dei loro introiti ordinari con possibili effetti sull’occupazione». Carroni, però, intende chiedere al Comune di accertare le responsabilità su quella che definisce «assurda mancanza di muro di contenimento nel tratto finale della Via Don Bosco e Via Marongiu». «In questo caso – sottolinea Carroni – ci sarebbe da ringraziare la pioggia di questi giorni che ha messo in mostra una simile manchevolezza senza aver provocato vittime e disastri».
L’incessante pioggia degli ultimi giorni di marzo aveva contributo a far franare una parete di roccia e sabbia in un cantiere edile lungo via Don Bosco, una zona molto trafficata della città vista la presenza di scuole, market nonché il vicino ospedale san Francesco. Il primo cittadino, Andrea Soddu, aveva così emanato con urgenza un’ordinanza in cui si chiedeva alla società intestataria della concessione edilizia, la Immobiliare Nuova snc di Mauro Carboni e C, «il ripristino delle necessarie condizioni di sicurezza e quant’altro il caso richiede per tutelare la pubblica incolumità». La società avrebbe dovuto provvedere entro dieci giorni dall’ordinanza, la n. 59 del 23 marzo, ma non avrebbe ottemperato. Questo sino a quando un nuovo smottamento, avvenuto, il 3 maggio non ha richiesto l’interruzione della circolazione in un senso di marcia della trafficata strada.
La polemica cittadina sull’ordinanza sindacale che blocca il traffico per i cedimenti in via Don Bosco si arricchisce di un ulteriore capitolo. A dire la sua è Luciano Carroni segretario provinciale della Cisal che, in questa occasione si schiera con il Comune di Nuoro. «È da apprezzare la tempestività dell’intervento dell’amministrazione di Nuoro che, pare, invece, abbia suscitato le proteste di alcuni imprenditori commerciali, i quali si dichiarano danneggiati per circa il 30 per cento dei loro introiti ordinari con possibili effetti sull’occupazione». Carroni, però, intende chiedere al Comune di accertare le responsabilità su quella che definisce «assurda mancanza di muro di contenimento nel tratto finale della Via Don Bosco e Via Marongiu». «In questo caso – sottolinea Carroni – ci sarebbe da ringraziare la pioggia di questi giorni che ha messo in mostra una simile manchevolezza senza aver provocato vittime e disastri».
L’incessante pioggia degli ultimi giorni di marzo aveva contributo a far franare una parete di roccia e sabbia in un cantiere edile lungo via Don Bosco, una zona molto trafficata della città vista la presenza di scuole, market nonché il vicino ospedale san Francesco. Il primo cittadino, Andrea Soddu, aveva così emanato con urgenza un’ordinanza in cui si chiedeva alla società intestataria della concessione edilizia, la Immobiliare Nuova snc di Mauro Carboni e C, «il ripristino delle necessarie condizioni di sicurezza e quant’altro il caso richiede per tutelare la pubblica incolumità». La società avrebbe dovuto provvedere entro dieci giorni dall’ordinanza, la n. 59 del 23 marzo, ma non avrebbe ottemperato. Questo sino a quando un nuovo smottamento, avvenuto, il 3 maggio non ha richiesto l’interruzione della circolazione in un senso di marcia della trafficata strada.
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