Maggioranza alla prova del nove
di Paolo Merlini
Consiglio riunito in seconda convocazione dopo che Base e Città in Comune avevano disertato l’aula
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NUORO. Maggioranza attesa alla prova del nove, stamane alle 9 nell’aula consiliare, a tre settimane dalle defezioni nella vasta alleanza che appoggia il sindaco Soddu che avevano portato alla mancanza del numero legale, la prima nei quasi tre anni di mandato elettorale. Oggi non dovrebbero esserci problemi, perché se nella precedente seduta era necessaria la presenza di 13 consiglieri, cioè la metà dell’assemblea, ora in seconda convocazione è sufficiente la presenza di un terzo degli eletti.
Cosa accadrà? Il numero legale era mancato quando l’opposizione, di fronte alle vistose assenze nella maggioranza, aveva abbandonato l’aula poco prima dell’appello. Alla protesta del gruppo Città in Comune, da mesi ormai sull’Aventino dopo le dimissioni del suo assessore di riferimento Maria Boi, si era aggiunta quella del gruppo la Base, formazione politica che esprime tre consiglieri di maggioranza e il vice sindaco Sebastian Cocco. Un alleato di peso, dunque, nella geografia della maggioranza. All’origine dell’assenza vi sarebbero malumori per gli esiti del rimpasto, compresa la nomina di Chiara Flore all’assessorato all’Agricoltura di nuova istituzione. Un assessorato di cui, a quanto si dice nei corridoi del municipio, la Base non sentiva affatto la mancanza.
Per quanto riguarda i punti all’ordine del giorno, gli argomenti in discussione sono gli stessi della mancata seduta del 23 aprile scorso. Non si tratta di temi cruciali, ma sono probabilmente gli ultimi due a rivestire maggior interesse: dal quinto, che riguarda l’approvazione del regolamento comunale di igiene urbana ed ambientale, soprattutto in vista del passaggio – dal primo gennaio 2019 – dall’attuale società mista Nuoro Ambiente a una società interamente comunale nella raccolta dei rifiuti; al sesto e ultimo punto sul quale il consiglio comunale è chiamato a esprimersi, che riguarda “il piano d’azione delle installazioni delle infrastrutture di ricarica” per veicoli elettrici. I tecnici del Comune hanno lavorato intensamente nelle ultime settimane, in collaborazione con i colleghi della Regione e gli esperti della facoltà di ingegneria dell’università di Cagliari, per dare attuazione al piano annunciato dalla giunta Pigliaru nel febbraio scorso. Piano che prevede, entro pochi anni, l’installazione in città di ben 23 postazioni (per un totale di 49 colonnine) per ricaricare la propria auto elettrica. È il piano regionale per la mobilità sostenibile, finanziato con un investimento di 15 milioni, che prevede una sperimentazione in otto città dell’isola, quelle dove maggiore è la concentrazione del traffico e, di conseguenza, problemi di inquinamento. Ne farà parte anche Nuoro, insieme con la cosiddetta Area Vasta.
Il progetto prevede 650 colonnine in tutta l’isola, comprese le strade statali e provinciali più battute, a cominciare dalla 131. Nei ventitré punti di ricarica sparsi per la città in modo capillare ci saranno in genere più colonnine, anche perché sono previste tre tipologie di rifornimento: fast, quick e slow (veloce, rapido e lento). Sarà possibile ricaricare anche a monte Ortobene e a Pratosardo. Il Comune darà il buon esempio: il progetto prevede la fornitura di 16 vetture, a cominciare dai vigili urbani.
Cosa accadrà? Il numero legale era mancato quando l’opposizione, di fronte alle vistose assenze nella maggioranza, aveva abbandonato l’aula poco prima dell’appello. Alla protesta del gruppo Città in Comune, da mesi ormai sull’Aventino dopo le dimissioni del suo assessore di riferimento Maria Boi, si era aggiunta quella del gruppo la Base, formazione politica che esprime tre consiglieri di maggioranza e il vice sindaco Sebastian Cocco. Un alleato di peso, dunque, nella geografia della maggioranza. All’origine dell’assenza vi sarebbero malumori per gli esiti del rimpasto, compresa la nomina di Chiara Flore all’assessorato all’Agricoltura di nuova istituzione. Un assessorato di cui, a quanto si dice nei corridoi del municipio, la Base non sentiva affatto la mancanza.
Per quanto riguarda i punti all’ordine del giorno, gli argomenti in discussione sono gli stessi della mancata seduta del 23 aprile scorso. Non si tratta di temi cruciali, ma sono probabilmente gli ultimi due a rivestire maggior interesse: dal quinto, che riguarda l’approvazione del regolamento comunale di igiene urbana ed ambientale, soprattutto in vista del passaggio – dal primo gennaio 2019 – dall’attuale società mista Nuoro Ambiente a una società interamente comunale nella raccolta dei rifiuti; al sesto e ultimo punto sul quale il consiglio comunale è chiamato a esprimersi, che riguarda “il piano d’azione delle installazioni delle infrastrutture di ricarica” per veicoli elettrici. I tecnici del Comune hanno lavorato intensamente nelle ultime settimane, in collaborazione con i colleghi della Regione e gli esperti della facoltà di ingegneria dell’università di Cagliari, per dare attuazione al piano annunciato dalla giunta Pigliaru nel febbraio scorso. Piano che prevede, entro pochi anni, l’installazione in città di ben 23 postazioni (per un totale di 49 colonnine) per ricaricare la propria auto elettrica. È il piano regionale per la mobilità sostenibile, finanziato con un investimento di 15 milioni, che prevede una sperimentazione in otto città dell’isola, quelle dove maggiore è la concentrazione del traffico e, di conseguenza, problemi di inquinamento. Ne farà parte anche Nuoro, insieme con la cosiddetta Area Vasta.
Il progetto prevede 650 colonnine in tutta l’isola, comprese le strade statali e provinciali più battute, a cominciare dalla 131. Nei ventitré punti di ricarica sparsi per la città in modo capillare ci saranno in genere più colonnine, anche perché sono previste tre tipologie di rifornimento: fast, quick e slow (veloce, rapido e lento). Sarà possibile ricaricare anche a monte Ortobene e a Pratosardo. Il Comune darà il buon esempio: il progetto prevede la fornitura di 16 vetture, a cominciare dai vigili urbani.
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