La Nuova Sardegna

Nuoro

Incidente mortale: parlano i medici

di Valeria Gianoglio

Entra nel vivo il processo per la morte della piccola Sofia Noli In aula depone il personale del Pronto soccorso dell’ospedale

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NUORO. «Il 5 luglio del 2014, lo ricordo dal verbale, al Pronto soccorso del San Francesco, ho visitato il signor Antonio Pireddu. Era arrivato da noi con un trauma cranico e un trauma alla caviglia. La polizia stradale ci aveva chiesto di fargli anche un controllo del tasso alcolemico»: con l’audizione, in aula, del medico Leonarda Farina, è entrato nel vivo, ieri mattina, il processo che vede un operatore socio-sanitario di Orani, Antonio Pireddu, a processo per omicidio colposo. Secondo l’accusa, infatti, la sua condotta alla guida, nell’estate di quattro anni fa, sulla Nuoro-Lanusei aveva causato lo scontro che era costato la vita alla piccola Sofia Noli, che viaggiava insieme ai suoi genitori su una Renault Megane. Secondo quanto aveva raccontato nella scorsa udienza il papà della piccola, Antonio Noli, quel giorno – erano circa le 9.30 del mattino – l’Alfa 159 guidata da Antonio Pireddu, aveva invaso la sua corsia costringendolo a buttarsi sulla sinistra. Per la piccola Sofia, purtroppo, non c’era stato nulla da fare. Al processo che vede Pireddu imputato, dunque, ieri ha deposto come teste della difesa anche Graziella Mureddu, che lavorava anch’essa al Pronto soccorso del San Francesco il giorno nel quale era arrivato, con diverse ferite, Antonio Pireddu. Anche lei ha ricordato che da parte dell’autorità giudiziaria era arrivata «la richiesta per fare l’esame del tasso alcolemico a Pireddu. Per farlo serviva il consenso di Pireddu». «Ma gli atti della Procura il consenso di Pireddu non risulta», le ha ricordato il difensore di Pireddu, Francesco Carboni. Sempre ieri, davanti al giudice monocratico Teresa Castagna, hanno deposto come testi anche un collega Oss di Pireddu, Luigi Massaiu, che ha ricordato i turni pesanti che facevano spesso sia lui sia Pireddu, e l’amico dell’imputato, Pietro Dionigi Porcu. «La sera prima dell’incidente – ha spiegato – eravamo usciti con Pireddu. Siamo andati a vedere le partite di un torneo di calcio».

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