La Nuova Sardegna

Nuoro

Il costruttore: ma non siamo abusivi

di Paolo Merlini

Crollo di via Don Bosco, parla il geometra Carboni dopo il preavviso di demolizione da parte dell’ufficio tecnico comunale

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NUORO. Ha incassato in silenzio i provvedimenti “sanzionatori” dell’ufficio tecnico del Comune, cominciati il 23 marzo scorso con l’ordinanza che lo obbligava a mettere in sicurezza il marciapiede crollato in seguito agli scavi in via Don Bosco. Ora il geometra Mauro Carboni, 82 anni, decano dei costruttori edili nuoresi, dice la sua alla luce dell’ultimo Provvedimento, un preavviso di demolizione delle strutture di fondazione già realizzate in quello che dovrebbe diventare un nuovo centro commerciale. Carboni non contesta i provvedimenti del Comune, ed è fiducioso di poter dimostrare che il cantiere è in regola e, se mancanze da parte della sua impresa ci sono state, sono perlopiù di ordine burocratico. Dopo essersi consultato con il suo legale (ce l’ha in casa, è il figlio Francesco Carboni), intende spiegare la sua versione dei fatti. «La nostra impresa ha avuto dal Comune il permesso di costruire, cioè quella che un tempo si chiamava concessione edilizia. Mi preme chiarirlo perché per realizzare la struttura è stato presentato un progetto che è stato regolarmente approvato lo scorso anno. Ora, con l’ultimo provvedimento che potrebbe portare alla demolizione di quanto sinora realizzato, il Comune ci contesta un’omessa comunicazione di inizio dei lavori. Secondo l’ufficio tecnico questo renderebbe gli stessi lavori privi di titolo, in sostanza come se non avessimo la concessione , che invece abbiamo dallo scorso anno come ho già spiegato», continua il geometra Carboni.

Cos’è accaduto? «Il Comune – dice Carboni – forse ha ragione, potrebbe esserci stato un errore nella dichiarazione di inizio dei lavori. È un verifica che devo fare con i miei uffici. Il problema è che una pratica edilizia di questo tipo è costituita da centinaia di allegati, in formato digitale, e probabilmente è sfuggita qualcosa, per esempio la firma digitale di cui si è parlato in questi giorni. Ma quello che mi preme chiarire è che non siamo di fronte a un illecito urbanistico, appunto tale da portare eventualmente alla demolizione, visto che abbiamo ottenuto regolare concessione per costruire».

«Ora abbiamo dieci giorni di tempo per dimostrare al Comune che, se errore c’è stato, è avvenuto in buona fede. Personalmente non ho dimestichezza con l’informatica, ho 82 anni e non ho mai preso in mano un computer. Ed è quello che cercherò di spiegare all’ufficio tecnico. Faccio presente – continua Carboni – che per dare vita alla costruzione mi sono esposto notevolmente con le banche e che nel cantiere, uno dei pochi in città in tempi di crisi, sono già state investite centinaia di migliaia di euro».

Carboni dice la sua anche sul caso del materiale da scavo: «Ho trasportato in un terreno di mia proprietà terra e rocce provenienti dal cantiere. Se ci sono degli inerti tali da ritenerli rifiuti speciali, faccio notare che in una città come Nuoro molti abbandonano rifiuti di questo tipo un po’ ovunque, e dunque qualcuno potrebbe avere approfittato della mia area per disfarsene».

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