La Nuova Sardegna

Nuoro

Produzioni biologiche le aziende sono in calo

di Valeria Gianoglio
Produzioni biologiche le aziende sono in calo

L’analisi del coordinatore BioAgricert: «Colpa della burocrazia e dei costi» «Ma la domanda di prodotto c’è ed è aumentata la sensibilità dei consumatori»

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NUORO. Il settore, nel Nuorese come nel resto dell’isola, e a differenza dell’andamento nazionale, registra una lenta ma costante diminuzione. E anche l’ultimo bando per finanziare le imprese del comparto – la scadenza è il 15 giugno – finora registra soltanto pochi ingressi. Eppure – e lo dice un esperto come Marco Cossu, il coordinatore regionale Bioagricert, l’organismo di controllo per chi produce biologico in Sardegna – il biologico è un settore che, dopo gli sforzi iniziali da parte delle aziende, premia chi lo fa e nel tempo dà anche tante soddisfazioni. Anche di questo, e dei bandi, si parlerà in un incontro che si terrà il 24 maggio all’hotel Sandalia e che oltre agli ispettori del settore sarà aperto anche a chi si vuole lanciare nell’avventura del biologico.

«Nel Nuorese e nel resto dell’isola – spiega Marco Cossu – il bio arranca sia come consumo, che comunque registra ancora una piccola crescita, sia come numero di produttori, e questo è un dato in controtendenza con l’andamento nazionale. Da un lato c’è una maggiore domanda di prodotto, che dovrebbe trainare l’offerta, dall’altro c’è il fatto che noi non siamo capaci di cavalcare l’onda».

La sensibilità dei consumatori nuoresi verso il biologico, dunque, è aumentata anche a Nuoro e provincia, ma chi produce bio non è stato al passo dei tempi. «Tra le cause del calo – spiega ancora l’esperto – ci sono i numerosi intoppi che hanno frenato il buon esito delle domande per ricevere i contributi dei bandi psr vecchi, ma ci sono anche le difficoltà delle aziende di allocare il prodotto bio sul mercato e avvantaggiarsi quindi del maggior ricavo. E poi, tra le cause del calo del biologico nel Nuorese e nel resto dell’isola, ci sono anche il costo superiore dei mezzi tecnici, inclusi i mangimi, e all’approccio sbagliato che spesso le aziende hanno con l’organismo di controllo e viceversa». «La visita dell’organismo di controllo – spiega ancora Cossu – non deve essere vista dall’agricoltore come una perdita di tempo, ma anzi come un momento di crescita. Essere certificati comporta una serie di adempimenti come la produzione di notifiche e piani annuali di produzione aggiornati, la tenuta puntuale delle registrazioni nel quaderno di campagna, un’attenta qualifica dei fornitori». Per il responsabile regionale Bioagricert le soluzioni per sbloccare il settore e invertire la tendenza del calo. «La soluzione, per le aziende che vogliono investire nel biologico è affidarsi a un tecnico – spiega Marco Cossu – a uno studio che faccia da trait d’union tra azienda, organismo di controllo e mercato».

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