La Nuova Sardegna

Nuoro

Cento milioni per dare un nuovo volto alla città

di Francesco Pirisi
Cento milioni per dare un nuovo volto alla città

L’assessore ai Lavori pubblici parla del futuro urbanistico con i prossimi cantieri Case popolari a Funtana Buddia, la scuola della ceramica e le sedi universitarie

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NUORO. Tra gli interventi ereditati e quelli pianificati dalla giunta in carica ci sono in movimento 100 milioni di euro. Tradotti in opere con un nome e una collocazione, emergono i progetti del piano per le periferie, stimato in circa 36 milioni, soprattutto se anche i privati decidessero di spendere sul futuro economico di Nuoro. Un’altra fetta (11 milioni) è rappresentata dagli interventi del contratto di quartiere di Preda Istrada, il cui conto finale non si può tuttavia ancora chiudere per la mancata realizzazione dei nuovi alloggi di via Su Pinu. Attivo anche il procedimento che porterà alla costruzione di 16 nuovi appartamenti popolari nei pilotis di Funtana Buddia. E, un altro ancora, per mettere in sicurezza idrogeologica la galleria di Mughina, per tanti l’emblema dell’alluvione del 2013, quando l’ira della natura ha avuto anche in città una delle sue manifestazioni violente.

“Mister 100 milioni” è Antonio Belloi, 37 anni, ingegnere in capo ai Vigili del fuoco, dal 2015 a capo dei Lavori pubblici, nella giunta del sindaco Andrea Soddu. Risultati di cui non si vanta, anche perché non è basso il livello della protesta dei cittadini per la condizione delle strade urbane (ma anche rurali) e le carenze che si registrano in alcuni edifici pubblici, comprese le scuole e gli impianti sportivi, per i quali continua l’attesa di tempi migliori. Ma l’orgoglio no, quello Belloi non lo nasconde: «Quando la giunta si è insediata c’erano molte opere impostate, la maggior parte delle quali addirittura dell’amministrazione di Mario Zidda. Ma diversi di questi interventi erano bloccati: o allo stadio di progettazione, oppure i lavori erano realizzati solo in parte».

I casi illustrati dall’assessore-ingegnere partono dal contratto per la riqualificazione del quartiere di Preda Istrada: «Oggi abbiamo chiuso con la costruzione dell’ex scuola della ceramica, che potrebbe essere una scuola civica di pittura, a servizio di tutta la città, e non solo. Ristrutturato anche il parchetto e sono prossimi alla conclusione i lavori per la scuola dei giochi». L’unico neo, ma non si tratta di un difetto da poco, è la mancata realizzazione di circa 40 alloggi popolari, in sostituzione di quelli attuali, fatiscenti e in alcuni casi inabitabili. Belloi annuisce e garantisce che il problema sarà superato: «Presto affideremo l’opera. Lo stop è stato conseguenza dell’atteggiamento dell’impresa, indisponibile a un abbattimento e una ricostruzione per stralci, così da garantire comunque una casa a chi la abita da alcuni lustri. Credo che alla base ci sia stata la poca convenienza del costruttore a dare seguito all’appalto». Il 2018 sarà anche l’anno di chiusura della telenovela per il collegamento del quartiere Monte Jaca, sotto la cattedrale, con la viabilità esterna alla città: «I lavori sono già a metà percorso. Il processo si è sbloccato l’anno passato, quando la Regione ci ha riassegnato una parte del finanziamento andata in perenzione».

Ma Nuoro potrà invertire la china di crisi e incertezza, secondo Antonio Belloi, grazie al piano di riqualificazione delle periferie, imperniato su cultura, ambiente e sport. Di cui si sta per esaurire la fase destinata ai bandi per le progettazioni: «Sono 22 per altrettanti lavori. A ognuno di essi hanno partecipato di media 160 professionisti. Gli interventi più importanti sono la creazioni del centro universitario nell’ex mulino e la zona sportiva e ricreative nella sede che è stata dell’Artiglieria. In viale Sardegna, ci saranno gli alloggi per gli studenti e la sede del Cus nuorese, il centro sportivo universitario». Per lo sport Belloi dovrà dedicare più di un’energia, ora che gli è stata assegnata anche questa delega dopo il rimpasto di febbraio. La sua giunta è sul banco degli imputati per avere rinunciato ai 9 milioni destinati al palazzetto di Tanca ’e s’ena. Perché, spiega Belloi, «non siamo mai stati d’accordo con quell’opera, fuori mano e non funzionale. Alla Regione chiediamo che ci renda anche solo la metà di quei danari per riqualificare l’impiantistica cittadina».

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