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Morìa di pesci sul fiume Tirso il fascicolo torna in Procura

NUORO. Il fascicolo del processo a carico di Paolo Clivati il patron di Ottana Energia, accusato insieme ad altri tre imputati (il responsabile della gestione della centrale Biopower, Andrea Mameli;...

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NUORO. Il fascicolo del processo a carico di Paolo Clivati il patron di Ottana Energia, accusato insieme ad altri tre imputati (il responsabile della gestione della centrale Biopower, Andrea Mameli; il responsabile della conduzione impianti, Andrea Onida, e la stessa società Biopower Sardegna) di inquinamento ambientale, ritorna in Procura per un nuovo avviso di conclusione indagini.

Il giudice monocratico Daniela Russo ha accolto l’eccezione sollevata nel corso della precedente udienza dall’avvocato della società, Paolo Corti, legata alla mancata nomina, nell’avviso di conclusione delle indagini, del difensore d’ufficio per la Biopwer. Senza quella indicazione, per il difensore era nullo non solo quell’atto ma anche gli altri che lo hanno seguito. A far aprire l’inchiesta, era stata la scoperta di alcune centinaia di carpe morte e finite sulle sponde del Tirso, nelle campagne tra Ottana e Sedilo. Una morìa di pesci che aveva portato il nucleo investigativo del corpo forestale e di vigilanza ambientale di Nuoro ad aprire un’indagine, culminata con il sequestro di un serbatoio adibito allo stoccaggio di una soluzione ureica.

Inoltre era stato sequestrata un’area dove la soluzione era stata sversata. Secondo gli inquirenti era stata proprio quella sostanza, utilizzata per raffreddare gli impianti della centrale elettrica di Ottana, ad aver inquinato il Tirso e ad aver provocato la morte delle carpe. (k.s.)

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