L’Areus trova casa in convento
di Giusy Ferreli
Il direttore Lenzotti: «Abbiamo messo le basi per avviare la macchina sarda dell’emergenza-urgenza»
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NUORO. Accantonata l’idea di trasferire gli uffici allo Zonchello, l’Areus, l’azienda regionale per l’emergenza urgenza, ospitata temporaneamente nella sede Assl di via Demurtas, ha trovato casa. L’ha trovata nell’ex convento delle Carmelitane scalze, struttura comunale che l’amministrazione Soddu ha cercato, invano, di vendere e che verrà invece affittata a prezzo di favore all’azienda guidata da Giorgio Lenzotti.
L’ingresso ufficiale nell’ex struttura religiosa del quartiere Nuraghe è previsto per metà giugno in concomitanza con l’avvio della macchina. I primi passi della nuova creatura, destinata a mettere in rete il complesso sistema del soccorso in Sardegna, dalle postazioni avanzate all’elisoccorso, non sono stati semplici. Il direttore si è insediato alla guida dell’Areus a fine novembre. Pochi mesi trascorsi per lo più a sbrigare le pratiche con i suoi più stretti collaboratori, il direttore sanitario Piero Delogu e quello amministrativo Angelo Serusi: dalla registrazione della partita Iva, all’iscrizione agli enti previdenziali passando per la costruzione di un sito istituzionale che nell’era digitale è fondamentale per veicolare informazioni e contenuti. Un altro passaggio riguarda il personale. «Impossibile parlare in questo momento della dotazione organica che verrà stabilita in fase d’adozione dell’atto aziendale, una volta pubblicate le linee guida dalla Regione» sottolinea Lenzotti. Attualmente i dipendenti in forze all’Areus sono 17, che arriveranno a 30 a partire dalle prossime settimane. Il personale in arrivo nella sede dell’Areus verrà comandato dalle altre aree sociosanitarie attraverso procedure di mobilità. Si tratta per lo più di persone che già lavorano a Nuoro anche se qualcuno è arrivato da Olbia e Sassari. Ai vertici dell’azienda regionale toccherà dunque avviare le attività secondo il cosiddetto modello leggero. L’Areus in buona sostanza commissionerà i servizi alle aree dell’Ats dettando le linee guida. Mentre coordinerà direttamente l’attività delle associazioni di pubblica assistenza e le cooperative sociali che operano nel campo del soccorso. «Complessivamente sono 192» dicono i vertici Areus. 109 fanno capo alla centrale operativa 118 di Cagliari, 83 a quella di Sassari. In vista ci sono anche gli acquisti di 23 nuovi mezzi. Di questi 20 sono ambulanze e 3 sono automediche. «Abbiamo gettato le basi di un sistema – conclude – che speriamo di poter testare con successo nel breve medio periodo».
L’ingresso ufficiale nell’ex struttura religiosa del quartiere Nuraghe è previsto per metà giugno in concomitanza con l’avvio della macchina. I primi passi della nuova creatura, destinata a mettere in rete il complesso sistema del soccorso in Sardegna, dalle postazioni avanzate all’elisoccorso, non sono stati semplici. Il direttore si è insediato alla guida dell’Areus a fine novembre. Pochi mesi trascorsi per lo più a sbrigare le pratiche con i suoi più stretti collaboratori, il direttore sanitario Piero Delogu e quello amministrativo Angelo Serusi: dalla registrazione della partita Iva, all’iscrizione agli enti previdenziali passando per la costruzione di un sito istituzionale che nell’era digitale è fondamentale per veicolare informazioni e contenuti. Un altro passaggio riguarda il personale. «Impossibile parlare in questo momento della dotazione organica che verrà stabilita in fase d’adozione dell’atto aziendale, una volta pubblicate le linee guida dalla Regione» sottolinea Lenzotti. Attualmente i dipendenti in forze all’Areus sono 17, che arriveranno a 30 a partire dalle prossime settimane. Il personale in arrivo nella sede dell’Areus verrà comandato dalle altre aree sociosanitarie attraverso procedure di mobilità. Si tratta per lo più di persone che già lavorano a Nuoro anche se qualcuno è arrivato da Olbia e Sassari. Ai vertici dell’azienda regionale toccherà dunque avviare le attività secondo il cosiddetto modello leggero. L’Areus in buona sostanza commissionerà i servizi alle aree dell’Ats dettando le linee guida. Mentre coordinerà direttamente l’attività delle associazioni di pubblica assistenza e le cooperative sociali che operano nel campo del soccorso. «Complessivamente sono 192» dicono i vertici Areus. 109 fanno capo alla centrale operativa 118 di Cagliari, 83 a quella di Sassari. In vista ci sono anche gli acquisti di 23 nuovi mezzi. Di questi 20 sono ambulanze e 3 sono automediche. «Abbiamo gettato le basi di un sistema – conclude – che speriamo di poter testare con successo nel breve medio periodo».
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