Un tuffo nel passato nel segno di Santu Sidore
Il quartiere di Seuna ha celebrato il suo patrono con una festa carica di tradizione L’emozione del carro a buoi, la statua in processione e il restauro della campana
NUORO. È stata una grande emozione per i tantissimi fedeli che hanno seguito con entusiasmo i festeggiamenti in onore di Santu Sidore nello storico quartiere di Seuna. Spazio in primo luogo alle celebrazioni religiose con la messa solenne celebrata nell’antico santuario delle Grazie al termine della quale il comitato ha consegnato il premio del campanaccio d’argento a Leonardo Soddu, presidente dell’Ail, una personalità che si è distinta da sempre nel sociale. Ma a catalizzare l’attenzione è stato il rito dell’allestimento del carro per il simulacro del santo e a seguire la sacra processione che ha accompagnato la statua di Santu Sidore lungo le vie che circoscrivono l’antico rione di Seuna.
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«Un evento atteso tutto l’anno – commenta padre Giuseppe Magliani, parroco delle Grazie – che coinvolge la nostra parrocchia in una ricorrenza particolarmente cara a tutti i nuoresi e molto sentita nel quartiere dove si trova l’antico santuario attorno al quale sono stati celebrati i riti in onore del santo accompagnati da appuntamenti musicali ed esposizioni». Nel piazzale del nuovo santuario delle Grazie si è tenuto il battesimo della sella: una manifestazione equestre dedicata alla prima esperienza a cavallo per i bambini a cura dell’associazione “Centro Equestre S’arbore”.
Ancora, un dibattito dal titolo “Seuna e il suo santuario” nel quale è intervenuto l’architetto Tonino Porcu. L’incontro è stato accompagnato dai canti del Coro di Nuoro diretto dal maestro Francesco Mele, che ha animato l’antico santuario prima di un momento storico: il ripristino e la benedizione delle campane del vecchio santuario delle Grazie che hanno risuonato a oltre 60 anni di distanza dall’ultimo rintocco, seguite dalla risposta di tutte le campane delle chiese cittadine.
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«Un momento storico – ammette Nuccio Boi, il priore della festa a cura del comitato Sant’Isidoro – Voglio sottolineare lo spirito e le motivazioni che ci spingono a organizzare ogni anno questo evento: cerchiamo di risvegliare l’identità del nostro quartiere perché tutta la città possa godere dell’ospitalità dei suoi abitanti e realizzare così una condivisione di momenti e di storie. Le tradizioni sono importanti per l’identità di una popolazione, la loro diffusione e condivisione crea unità e collaborazione tra i cittadini, insieme con la consapevolezza che la nostra città ha potenzialità tutte da sviluppare».
La tre giorni di Santu Sidore si era aperta con l'esibizione dei gruppi a tenore Goine, Mamodine e Nugoresu oltre ai balli del gruppo Santu Predu. Appuntamento al prossimo anno con le suggestioni dell'antico santuario nel cuore di Seuna.
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