La Nuova Sardegna

Nuoro

Cpr, il Comune stringe i tempi

di Giulia Serra

Entro luglio la conferenza di servizi guidata dal sindaco Succu, forte della legittimazione elettorale

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MACOMER. Si terrà entro la prima settimana di luglio la conferenza di servizi nella quale discutere dell'ipotesi progettuale di ristrutturazione della struttura carceraria di Bonu Trau, da trasformare in tempi rapidi nel centro regionale per la permanenza ed il rimpatrio dei migranti irregolari che non hanno titolo per restare in Sardegna. Al tavolo parteciperà il sindaco di Macomer Antonio Succu, l'ufficio tecnico del Comune, la Prefettura, la Questura, i Vigili del Fuoco e il Genio Militare. Si accorciano dunque i tempi per la realizzazione del Cpr a Macomer e, dopo gli accordi sottoscritti tra Ministero dell'Interno e Comune, si entra nella fase operativa: se ad oggi gli unici interventi effettuati all'interno della struttura sono quelli della bonifica del sito da materiali pericolosi quali per esempio l'amianto, ora si avviano le procedure per rendere l'ex carcere adatto al nuovo utilizzo. Avversato da più parti, il progetto del Cpr a Macomer è stato anche uno dei nodi cruciali della campagna elettorale per le amministrative appena conclusa, con il gruppo guidato dalla candidata sindaca Marialuisa Muzzu, uscito sconfitto dalle urne, che aveva individuato nel referendum consultivo lo strumento per far esprimere la cittadinanza e, verosimilmente, bloccarne la realizzazione.

Unico a difendere la scelta della trasformazione dell'ex carcere in Cpr era stato il gruppo della maggioranza, con il sindaco Succu che, fermo sulla posizione assunta, ha lavorato per ottenere tutte le contropartite del caso, dall'adeguamento della presenza delle forze dell'ordine alla riapertura della caserma della Guardia di Finanza, dal rafforzamento della rete di videosorveglianza al potenziamento dell'illuminazione pubblica. Riconfermato alla guida della città, Antonio Succu ribadisce che «il Cpr è l'unico deterrente per gli sbarchi diretti in Sardegna» e rimarca quella linea politica che si muove su due binari paralleli e che si fonda da una parte sulla necessità di assumersi delle responsabilità nel quadro complesso della gestione di un fenomeno epocale, mettendo a disposizione una struttura di supporto come il Cpr, e dall'altra costruendo dal basso l'accoglienza diffusa per i richiedenti asilo attraverso la rete Sprar, in grado quindi di offrire un percorso d'inclusione e di integrazione supportata. «Attraverso una commissione di vigilanza ad hoc, della quale farà personalmente parte – conclude il sindaco di Macomer – verificheremo che il Cpr garantisca sia la sicurezza della popolazione residente in città sia il rispetto della dignità umana all'interno della struttura».

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