La Nuova Sardegna

Nuoro

Cresce la voglia di tennis: al Club 94 oltre 200 iscritti

di Francesco Pirisi
Cresce la voglia di tennis: al Club 94 oltre 200 iscritti

Gli storici campi del Quadrivio saranno rimodernati A Furreddu il progetto di un complesso multidisciplinare

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NUORO. Numeri degli allievi della scuola raddoppiati negli ultimi anni e un impianto di gioco da realizzare nel quartiere di Furreddu. Sono le notizie più interessanti che arrivano dal “Quadrivio”, quartiere generale del Tennis club Nuoro 94. Duecento iscritti, 120 dei quali ogni settimana affidano qualità e speranze di crescita al team tecnico guidato dal maestro federale, Alessandro Schvanauer, 39 anni, trentino, da alcune stagioni in città. Gruppo nel quale l’energia vitale sono una nidiata di ragazzi, tra i 10 e i 17 anni, che mostrano attributi per avanzare di categoria, come hanno confermato i tornei provinciali disputati durante l’inverno. Ci sono i precedenti positivi. Quelli di Nicolò Pes, passato al tennis club cagliaritano di Monte Urpinu, che gioca la serie C. E, l’altro, al femminile, di Barbara Dessolis, trasferitasi quest’anno a Palazzolo sull’Oglio, in Lombardia, per frequentare l’accademia della Fit, la Federazione italiana del tennis.

Antonio Serra, impiegato in Provincia, da 14 anni alla presidenza del sodalizio, vuole puntare le attenzioni sulla crescita complessiva: «Gli iscritti, prima di tutto, che aumentano in maniera costante. L’altro punto di orgoglio del club sta nel fatto che sono entrate molte donne, quando sino a qualche anno fa la presenza era residuale». Nei giorni scorsi la riprova con il torneo Città di Nuoro, che ha visto sui tre campi in sintetico di viale Sardegna confrontarsi una sessantina di agonisti, con presenze anche dalle città del nord Sardegna. Alla fine l’ha spuntata proprio il maestro Schvanauer, che in finale si è imposto su Pes. Si replica a settembre col trofeo Redentore. Mentre in autunno sarà la volta dei giovanissimi (dai 10 ai 16 anni) che si confronteranno con i pari età degli altri tennis club isolani. La quotidianità è soprattutto la scuola. I più piccoli passano dalle mani del preparatore atletico, Paolo Marteddu, alle tecniche di gioco, sotto la guida di Alessandro Schvanauer e degli istruttori Marco Nocerino e Giulio Pinna. L’età di avvio è tra i 5, 6 anni. «Periodo ottimale, perché consente di sfruttare meglio le capacità di crescita sia tecnica, sia mentale. Su quest’ultimo aspetto ci sono studi recenti che provano il valore dell’attività tennistica, dove si uniscono forza e agilità fisica con doti importanti di concentrazione mentale», spiega il maestro trentino.

L’impegno ulteriore è di fare giocare più partite vere, soprattutto ai più giovani, attraverso un circuito che veda dentro gli altri tennis club del circondario. In città certo gli impianti non aiutano. Si continua a giocare nei campi realizzati dal Comune negli anni ’60, e rimasti praticamente immutati, a parte qualche miglioria apportata dallo stesso sodalizio. Che ora ha approntato anche il progetto per il complesso di “Furreddu”, con 3 campi da tennis, due palestre, uno per il calcetto e la “club house”. «A ottobre abbiamo firmato l’accordo col Comune, che ha inserito l’intervento nel piano triennale delle opere pubbliche. Siamo fiduciosi», aggiunge il presidente Serra. Il costo è intorno al milione e mezzo. Non sarà però abbandonato il "Quadrivio". Un progetto è pronto per sostituire il fondo dei tre campi, ormai consunto, in terra sintetica.

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