Detenuti-attori in scena Il teatro come liberazione
di Luca Urgu
Nel carcere di Badu ’e Carros rappresentato “Il malato immaginario” di Molière Passo avanti per la compagnia stabile Nuova Jobia che unisce reclusi e volontari
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NUORO. La bellezza del teatro. Ovunque vada in scena porta emozioni e sussulti. Se poi lo spettacolo avviene in un luogo chiuso per definizione come un carcere e con i detenuti protagonisti, allora le sensazioni diventano pathos. Ancora una volta la compagnia del regista ed educatore Pietro Era sbarca a Badu’ e Carros per portare in scena un testo non semplice di Molière: Il Malato immaginario. La Compagnia stabile dei detenuti Nuova Jobia ha riadattato per lo spettacolo il testo dell’autore rivoluzionario del XVII, che nella sua opera satirica ironizza e mette a nudo l’uomo borghese nel suo momento più tragico, e cioè quando è preda e vittima dei propri miti e profonde convinzioni. Applauditissima la performance, seguita da una settantina di detenuti, volontari e dal magistrato di sorveglianza Adriana Carta.
Tutto è filato liscio durante la rappresentazione, a dimostrazione che i meccanismi sono stati ben oliati in questi mesi con le tante prove e l’attività di studio dei singoli attori, davvero bravi a interpretare i vari personaggi della famosa commedia. Il pubblico gradisce, applaude e sorride anche premiando le ottime interpretazioni dei protagonisti che grazie al teatro sono riusciti a ritagliarsi uno spazio di evasione importante nel grigiore della detenzione. La Compagnia stabile dei detenuti Nuova Jobia, attiva, dal 2013, è formata da dieci detenuti della sezione alta sicurezza e da sette volontari diretti dall’educatore di strada del Comune di Nuoro Pietro Era, che opera nel carcere barbaricino grazie ad un protocollo d’intesa tra l’amministrazione comunale e quella penitenziaria di Badu ’e Carros. Un lavoro prezioso, il suo, capace di trasferire nuovi strumenti di conoscenza ed confronto alla compagnia dai ranghi misti. Una sintonia cresciuta mese dopo mese ma con un risultato davvero soddisfacente per tutti. Il carcere diventa così una realtà non più estranea alla città e al territorio. In questi anni le iniziative che hanno coinvolto la popolazione detenuta sono state davvero tante con i linguaggi più differenti: concerti, incontri, lezioni e come in questo caso corsi di recitazione grazie alla compagnia Nova Jobia. Nuovi legami che si creano ed empatie che nascono che si stanno rivelando elementi fondamentali per alleviare la durezza della detenzione. «Sosteniamo questo tipo di iniziative e vogliamo anche rafforzare la collaborazione con la Casa circondariale di Badu ’e Carros per portare sempre più spesso il carcere – dice l’assessore ai Servizi sociali Valeria Romagna –. Il teatro è un grande strumento di formazione, crescita e libertà».
Tutto è filato liscio durante la rappresentazione, a dimostrazione che i meccanismi sono stati ben oliati in questi mesi con le tante prove e l’attività di studio dei singoli attori, davvero bravi a interpretare i vari personaggi della famosa commedia. Il pubblico gradisce, applaude e sorride anche premiando le ottime interpretazioni dei protagonisti che grazie al teatro sono riusciti a ritagliarsi uno spazio di evasione importante nel grigiore della detenzione. La Compagnia stabile dei detenuti Nuova Jobia, attiva, dal 2013, è formata da dieci detenuti della sezione alta sicurezza e da sette volontari diretti dall’educatore di strada del Comune di Nuoro Pietro Era, che opera nel carcere barbaricino grazie ad un protocollo d’intesa tra l’amministrazione comunale e quella penitenziaria di Badu ’e Carros. Un lavoro prezioso, il suo, capace di trasferire nuovi strumenti di conoscenza ed confronto alla compagnia dai ranghi misti. Una sintonia cresciuta mese dopo mese ma con un risultato davvero soddisfacente per tutti. Il carcere diventa così una realtà non più estranea alla città e al territorio. In questi anni le iniziative che hanno coinvolto la popolazione detenuta sono state davvero tante con i linguaggi più differenti: concerti, incontri, lezioni e come in questo caso corsi di recitazione grazie alla compagnia Nova Jobia. Nuovi legami che si creano ed empatie che nascono che si stanno rivelando elementi fondamentali per alleviare la durezza della detenzione. «Sosteniamo questo tipo di iniziative e vogliamo anche rafforzare la collaborazione con la Casa circondariale di Badu ’e Carros per portare sempre più spesso il carcere – dice l’assessore ai Servizi sociali Valeria Romagna –. Il teatro è un grande strumento di formazione, crescita e libertà».
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