La Nuova Sardegna

Nuoro

Sos dei precari dell’Assl: lavoriamo senza paga

di Luca Urgu

I 250 lavoratori al centro della disputa sul Project financing non hanno ricevuto gli stipendi di giugno

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NUORO. Una lettera aperta ma soprattutto una precisa denuncia che arriva sul tavolo del presidente della Regione Pigliaru, dell’assessore alla Sanità Arru e all’amministratore dell’Ats Moirano. La scrivono di pugno i circa 250 lavoratori addetti ai servizi di portierato, del CUP e ausiliari degli ospedali San Francesco e Zonchello e della direzione sanitaria di Nuoro rivolgendosi alle autorità regionali per attirare l’attenzione sulla loro situazione di precariato nel precariato. Una realtà con soli doveri e pochi diritti. «Anche questa volta abbiamo assistito alla solita pantomima per cui non ci sono stati pagati gli stipendi di giugno (scadenza il 10 luglio) né la quattordicesima mensilità. Si tratta di cifre modeste, sotto la soglia di sopravvivenza: fra 700 e 900 euro mensili, ma in una situazione drammatica quale quella che attraversa l’economia del Nuorese ci dobbiamo accontentare», si legge nella missiva i cui autori chiedono di rimanere senza nome per timore di ritorsioni nei loro confronti. «Ora anche questi pochi soldi ci vengono negati perché sembra che siamo diventati una sorta di merce di scambio fra la ex società di progetto e la dirigenza Assl. Sulla pelle dei più deboli si gioca una partita di cui non sappiamo niente perché neanche i sindacati sembrano aver preso a cuore la nostra situazione, viviamo in un perenne e frustrante stato di incertezza. Ancor più grave per quelli che, fra noi, hanno comunque messo su famiglia andando incontro a un futuro che più nero non si può».

Eppure il servizio svolto dai 250 lavoratori è essenziale per il buon funzionamento della macchina sanitaria nuorese. «In quasi tutti i ruoli in cui siamo impiegati siamo indispensabili alla ordinaria gestione. Ce ne rendiamo ben conto perché ogni giorno ci troviamo faccia a faccia con gli utenti e con i loro problemi, spesso gravi. Con grande spirito di sacrificio e tanta abnegazione facciamo comunque del nostro meglio, anche quando – come accade in questi giorni – la nostra serenità d’animo è seriamente compromessa dal perenne stato di incertezza. Non è certo gratificante ricorrere continuamente ai prestiti di denaro di parenti ed amici, o chiedere credito al negoziante per poter comprare da mangiare».

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