Qualità della vita: la Barbagia “perde” il primato dei reati
di Paolo Merlini
Il rapporto 2018 tiene conto di nuovi criteri territoriali: diluito il dato degli omicidi, oggetto di dure contestazioni
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NUORO. Mettete da parte le classifiche 2016 e 2017, quelle che attribuivano perentoriamente alla provincia di Nuoro il primato nazionale, in negativo s’intende, degli omicidi: ben 11 all’anno ogni centomila abitanti. Nel rapporto sulla Qualità della vita 2018, relativo ai dati dell’anno precedente, gli analisti del quotidiano Il Sole 24 Ore hanno eliminato la voce omicidi, e la provincia barbaricina fa un salto verso la parte alta della classifica delle 110 province italiane, attestandosi nel settore Giustizia e Sicurezza alla più che positiva 26esima posizione. Un dato falsato, dunque? No, perché il primato assegnato alla Barbagia – contestato a suo tempo dagli stessi addetti ai lavori, cioè le forze dell’ordine, e dal sindaco Andrea Soddu – era sbagliato. Nella statistica infatti i dati forniti dal ministero dell’Interno relativi all’ambito di competenza della Prefettura di Nuoro (che include anche Bosa e la Planargia, Budoni e San Teodoro), cioè i confini della vecchia provincia, erano stati raffrontati con il numero degli abitanti della nuova provincia, che allora – sino a poco meno di due anni fa – era ancora separata dall’Ogliastra. In questo modo la percentuale di omicidi ogni centomila abitanti era stata, sostanzialmente, raddoppiata. Per fare un esempio, se la statistica 2018 avesse preso in considerazione i delitti del 2017 relativi ai confini della Prefettura di Nuoro, anche gli omicidi della commerciante cinese a Budoni e della turista piemontese uccisa dal fidanzato a San Teodoro (cioè in due paesi ora in provincia di Sassari, dopo la parentesi in Olbia-Tempio) avrebbero contribuito ad accentuare il dato generale della Barbagia, almeno nella statistica del Sole 24 Ore.
«Anche se il dato era provinciale e non riguardava il solo capoluogo – dice il sindaco Andrea Soddu – ne avevamo denunciato l’incongruenza. I numeri forniti dall’allora questore, al contrario, davano conto di una netta diminuzione dei reati in generale, omicidi compresi. Per quanto riguarda la città, inoltre, nei giorni scorsi ho preso parte in prefettura a una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, ed è emerso che a Nuoro città c’è un calo dei reati attorno al 11,50 per cento rispetto all’anno precedente».
Vediamo ora nel particolare gli indicatori che collocano Nuoro e la sua provincia al 26esimo posto nel settore Giustizia e Sicurezza (e al 75esimo in quella generale, con una perdita di 4 posizioni rispetto allo scorso anno). Scippi e borseggi, per esempio, sono praticamente inesistenti – 28,2 l’anno ogni centomila abitanti – e fanno della provincia la quarta più sicura in Italia su questo fronte. Al contrario sono molto diffuse le truffe e le frodi informatiche, come più volte denunciato dalle forze dell’ordine (375 ogni 100mila abitanti) e portano la provincia di Nuoro vicino alle ultime posizioni in classifica (106esima su 110). In aumento anche i furti negli appartamenti e i furti di auto (80esima posizione). In calo le rapine (25 l’anno ogni centomila abitanti), che attestano il Nuorese al 48° posto in classifica. Gli analisti del “Sole” hanno preso in esame anche due dati sul funzionamento della macchina giudiziaria. Il primo riguarda le cause che si protraggono da più di tre anni: sono il 36% di quelle pendenti e attribuiscono l’86esima posizione in classifica al tribunale di Nuoro. L’altro parametro preso in esame è “l’indice di litigiosità”, ovvero le nuove cause. Il dato, relativo al 2016, parla di 849 nuove cause ogni centomila abitanti. E colloca il territorio a metà classifica, al 51° posto. Litigiosi ma non troppo, insomma.
«Anche se il dato era provinciale e non riguardava il solo capoluogo – dice il sindaco Andrea Soddu – ne avevamo denunciato l’incongruenza. I numeri forniti dall’allora questore, al contrario, davano conto di una netta diminuzione dei reati in generale, omicidi compresi. Per quanto riguarda la città, inoltre, nei giorni scorsi ho preso parte in prefettura a una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, ed è emerso che a Nuoro città c’è un calo dei reati attorno al 11,50 per cento rispetto all’anno precedente».
Vediamo ora nel particolare gli indicatori che collocano Nuoro e la sua provincia al 26esimo posto nel settore Giustizia e Sicurezza (e al 75esimo in quella generale, con una perdita di 4 posizioni rispetto allo scorso anno). Scippi e borseggi, per esempio, sono praticamente inesistenti – 28,2 l’anno ogni centomila abitanti – e fanno della provincia la quarta più sicura in Italia su questo fronte. Al contrario sono molto diffuse le truffe e le frodi informatiche, come più volte denunciato dalle forze dell’ordine (375 ogni 100mila abitanti) e portano la provincia di Nuoro vicino alle ultime posizioni in classifica (106esima su 110). In aumento anche i furti negli appartamenti e i furti di auto (80esima posizione). In calo le rapine (25 l’anno ogni centomila abitanti), che attestano il Nuorese al 48° posto in classifica. Gli analisti del “Sole” hanno preso in esame anche due dati sul funzionamento della macchina giudiziaria. Il primo riguarda le cause che si protraggono da più di tre anni: sono il 36% di quelle pendenti e attribuiscono l’86esima posizione in classifica al tribunale di Nuoro. L’altro parametro preso in esame è “l’indice di litigiosità”, ovvero le nuove cause. Il dato, relativo al 2016, parla di 849 nuove cause ogni centomila abitanti. E colloca il territorio a metà classifica, al 51° posto. Litigiosi ma non troppo, insomma.
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