La minoranza sul rimpasto «Si dimetta il vicesindaco»
di Sergio Secci
Siniscola, tre consiglieri di opposizione all’attacco sull’incarico di Fadda «L’assessore continua a esercitare le sue deleghe in conflitto d’interesse»
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SINISCOLA. Strascichi politici dopo il cambio di deleghe assessoriali nella giunta Farris con parte dell’opposizione che chiede le dimissioni del vicesindaco Marco Fadda. Secondo Monica Murgia segretaria del circolo Pd e dei consiglieri comunali Antonio Bidoni del Psi e Lucio Carta di Leu. «Il decreto di rimpasto lascia trasparire con chiarezza azioni di catenaccio, a difesa dell’assessore dei lavori pubblici che da lungo tempo – dicono – opererebbe in bilico tra interesse privato e pubblico».
Per i consiglieri di opposizione, infatti, come spiegano in una nota «Non è la prima volta che Fadda, con la complicità chiara del sindaco evidenzierebbe comportamenti poco rispettosi come l’indennità percepita e non dovuta nel primo anno di mandato, a cui si aggiunge, la perquisizione di atti inerenti gli uffici dei lavori pubblici. Gli sforzi artefatti profusi dall’amministrazione per fregiarsi del titolo di “Giunta della legalità” Sembrano andare in direzione opposta, gravemente contraddetti da fatti concreti come le assunzioni operate in settori fondamentali della vita amministrativa senza concorso pubblico che garantisce l’imparzialità. Continuando a mantenere in capo all’assessore Fadda anche la delega di vice sindaco, il conflitto d’interesse, come da lui dichiarato, rimane sostanzialmente in vigore».
Fatte tutte queste premesse e precisazioni, insomma, per i tre consiglieri comunali di opposizione ne discende una conseguenza immediata nel palazzo municipale per il vicesindaco.
Al quale, i tre consiglieri, dicono ancora: «Ne tragga le dirette conseguenze con le dimissioni. Tutti gli altri amministratori, nel passato, trovandosi nella medesima posizione di Marco Fadda, hanno rinunciato a tutti gli incarichi professionali nel rispetto dei principi della legalità e della trasparenza».
Ma l’intervento dei consiglieri non si ferma qui. Oltre a questo, concludono gli esponenti di Liberi e uguali, Partito democratico e Psi «rimane del tutto intatta l’inefficienza di questa giunta per la mancanza assoluta di risultati conseguiti nell’interesse della collettività. In questo scorcio di si sono impoverite le famiglie e le attività economiche aumentando le tasse ed istituendo balzelli nel settore dei tributi come la tassa di soggiorno. Provvedimenti che vanno contro quelli che erano gli obiettivi largamente propagandati in campagna elettorale.
Per i consiglieri di opposizione, infatti, come spiegano in una nota «Non è la prima volta che Fadda, con la complicità chiara del sindaco evidenzierebbe comportamenti poco rispettosi come l’indennità percepita e non dovuta nel primo anno di mandato, a cui si aggiunge, la perquisizione di atti inerenti gli uffici dei lavori pubblici. Gli sforzi artefatti profusi dall’amministrazione per fregiarsi del titolo di “Giunta della legalità” Sembrano andare in direzione opposta, gravemente contraddetti da fatti concreti come le assunzioni operate in settori fondamentali della vita amministrativa senza concorso pubblico che garantisce l’imparzialità. Continuando a mantenere in capo all’assessore Fadda anche la delega di vice sindaco, il conflitto d’interesse, come da lui dichiarato, rimane sostanzialmente in vigore».
Fatte tutte queste premesse e precisazioni, insomma, per i tre consiglieri comunali di opposizione ne discende una conseguenza immediata nel palazzo municipale per il vicesindaco.
Al quale, i tre consiglieri, dicono ancora: «Ne tragga le dirette conseguenze con le dimissioni. Tutti gli altri amministratori, nel passato, trovandosi nella medesima posizione di Marco Fadda, hanno rinunciato a tutti gli incarichi professionali nel rispetto dei principi della legalità e della trasparenza».
Ma l’intervento dei consiglieri non si ferma qui. Oltre a questo, concludono gli esponenti di Liberi e uguali, Partito democratico e Psi «rimane del tutto intatta l’inefficienza di questa giunta per la mancanza assoluta di risultati conseguiti nell’interesse della collettività. In questo scorcio di si sono impoverite le famiglie e le attività economiche aumentando le tasse ed istituendo balzelli nel settore dei tributi come la tassa di soggiorno. Provvedimenti che vanno contro quelli che erano gli obiettivi largamente propagandati in campagna elettorale.
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