La Nuova Sardegna

Nuoro

Giunta Soddu nella bufera guerra in maggioranza

di Francesco Pirisi
Giunta Soddu nella bufera guerra in maggioranza

Scontro frontale con il Psd’Az: il sindaco ritira le deleghe a Sanna e Belloi Camarda: «Chiarimento necessario sulla situazione della Città in Comune»

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NUORO. Tre anni dopo l’inizio del mandato, l’amministrazione comunale guidata da Andrea Soddu finisce dentro la tempesta politica. Tra le sfuriate più pesanti ieri l’abbandono della giunta da parte di Chiara Flore, assessora dell’Agricoltura, eletta nella lista del primo cittadino. Il giorno prima l’assenza del Psd’Az dal consiglio, per sollecitare una verifica di maggioranza. Cosa che Soddu ha deciso di compiere, ma facendola procedere dal ritiro delle deleghe a Giuliano Sanna e Antonio Belloi, in giunta per i Quattro mori. Scelta comunicata al consiglio, riunito in seconda convocazione. Nel giro di 24 ore è iniziata e si chiusa la vicenda Flore, in giunta dalla scorsa primavera. Lunedì la sua denuncia di non essere messa nelle condizioni di adempiere alla parte più sostanziosa della delega, quella alle Attività produttive, e di volersi limitare al disbrigo delle altre competenze, dall’agricoltura ai servizi cimiteriali.

L’effetto sarebbe stato l’insofferenza del sindaco, raccontata dallo stesso assessore: «Avrebbe deciso di togliermi anche le altre deleghe». Tanto da fare propendere l’assessora-allevatrice a mollare tutto per poi scrivere a Soddu: «Prendendo atto delle sue intenzioni. Al fine di salvaguardare la mia dignità e consapevole della correttezza del mio agire, incompatibile comunque con le direttive imposte dall’alto, rassegno le dimissioni irrevocabili dalla carica di assessore».

Flore percorre la strada fatta a giugno da Marcello Seddone e, ancora prima, da Maria Boi, che con il suo gruppo politico La Città in Comune si è rifiutata di passare dagli Affari generali ai Servizi sociali, perché un atto deciso senza un proprio coinvolgimento. Deleghe, sofferenze e abbandoni che rientrano nella più vasta turbolenza della maggioranza civica e sardista, scaturita dalle elezioni del 2015. Questa volta con il gruppo sardista anima in pena e critica, a un tempo, del governo civico. Tanto da decidere di non presentarsi due giorni fa in Consiglio, convocato per approvare le misure di sostegno al reddito delle famiglie più povere. Il tempo scelto non ha avuto a che fare con l’oggetto in discussione.

Il capogruppo Claudia Camarda: «Il nostro è stato un richiamo all’amministrazione e al sindaco affinché si faccia chiarezza sulla situazione politica, anche perché sicuri che comunque la delibera sulle povertà sarebbe stata poi approvata. Da mesi un partito (la Città in Comune, ndc) non partecipa all’attività amministrativa. Dobbiamo considerarlo ancora parte della maggioranza o no? Noi vorremmo che lo fosse, ma è necessario riunirsi e chiarire». L’altro motivo di contestazione è la composizione della giunta: «Il sindaco deve dire se ritornerà a essere di sei assessori o se intende continuare con cinque. Su alcuni c’è un carico non più sostenibile». Quali sviluppi avrà il clima dentro il municipio, lo si inizierà a sapere presto. L’unica cosa da non prevedere sono concessioni speciali da parte di Soddu. Valgano da guida le considerazioni sull’assenza dal Consiglio dei sardisti, ritenute «inopportune e determinate da mero tatticismo politico». Sulla testa del sindaco e contro altri possibili temporali posiziona la copertura il gruppo consiliare di appartenenza, Scegliamo Nuoro, che prende le distanze dalla scelta di Chiara Flore e dalle sue esternazioni: «Si tratta di una decisione assunta a titolo personale e senza il coinvolgimento del gruppo di cui lei è espressione in giunta. Ribadiamo la fiducia nel sindaco e ci rimettiamo ai provvedimenti che vorrà prendere per il proseguimento dell’azione di governo cittadino».

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