La Nuova Sardegna

Nuoro

Ex Artiglieria, assenteisti: venti dipendenti indagati

di Luciano Piras
Ex Artiglieria, assenteisti: venti dipendenti indagati

Bufera sul personale civile in servizio fino all’altro ieri nella vecchia caserma Loy Già un anno fa una indagine ministeriale. Il sindacato: situazione di abbandono

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NUORO. Venti avvisi di chiusura indagini all’indirizzo di altrettanti dipendenti civili dell’ex Artiglieria. Le notifiche in partenza dalla procura della Repubblica sono soltanto il primo atto formale di un procedimento giudiziario che presto potrebbe portare all’imputazione di truffa continuata ai danni dello Stato. L’accusa, infatti, che pesa sui “furbetti” di turno è di assenteismo ingiustificato. Una doccia fredda che arriva proprio quando la vecchia caserma Loy di viale Sardegna, in pieno centro cittadino, chiude definitivamente i battenti con il trasferimento dei suoi 31 dipendenti civili alla nuovissima caserma di Pratosardo. Anche se già un anno fa una ispezione ministeriale interna alla struttura aveva chiuso con alcune misure disciplinari, la bufera è arrivata martedì scorso, di buon mattino, con il blitz dei carabinieri della compagnia di Nuoro. Una visita lampo che ha portato i militari dell’Arma a sequestrare interi faldoni di pratiche cartacee, i brogliacci e i tesserini timbrati di lavoro, come pure vari documenti digitali. Sequestrati anche i filmati del sistema di videosorveglianza. Un blitz disposto dopo una lunga serie di pedinamenti e intercettazioni ambientali finite sul tavolo dei giudici che hanno aperto il fascicolo e chiamati ora a decidere sulle eventuali misure cautelari da disporre.

«La magistratura farà il suo dovere e la giustizia il suo corso» commenta fiducioso Giorgio Mustaro, il sindacalista della Cisl Fp nuorese che da sempre ha seguito in prima persona le vertenze del personale civile dell’ex Artiglieria. Pronto a convocare una riunione per affrontare il caso specifico, «un interrogativo me lo pongo comunque, a livello generale – sottolinea Mustaro –. Mi chiedo se sia peggiore l’assenteismo di chi timbra ed esce o di chi resta in ufficio a non fa niente». E subito spiega il peso delle sue parole e come si è arrivati al paradosso Artiglieria.

«Una caserma abbandonata a se stessa, da anni – è il leitmotiv della denuncia –, senza riscaldamento in inverno né alcun tipo di manutenzione straordinaria, che presenta persino pericoli oggettivi. Una situazione che si trascinava da decenni, all’italiana, evidentemente in attesa della nuova caserma di Pratosardo». Che non è arrivata proprio nei tempi previsti (l’Accordo di programma è datato 1997). Un filo sottile ha così tenuto in vita la caserma Loy con tutto il suo personale civile. Altrimenti avrebbe dovuto chiudere definitivamente e mandare all’aria il progetto Pratosardo. «Per alcuni lavoratori, la mobilità ha permesso loro di transitare verso altre amministrazioni pubbliche – spiega ancora il sindacalista della Cisl Fp –. Gli altri, invece, sono rimasti, anche quando ormai in viale Sardegna non c’erano più militari in servizio». Soltanto due, i militari presenti fino a pochi giorni fa, il comandante e un sottufficiale. «Per i dipendenti civili, impiegati e operai, abbiamo chiesto ripetutamente ai vertici del Supporto logistico l’assegnazione di lavoro e di compiti precisi. E molti di questi dipendenti sono sempre stati disponibili, anche quando non c’era granché da fare. Sempre pronti a intervenire in base alle necessità. Ma se è certo lo stato di abbandono, altrettanto certo è che questa realtà di fatto non può essere imputata ai lavoratori. Che chiaramente sono sempre stati obbligati a chiedere al funzionario di turno l’autorizzazione necessaria per qualsiasi permesso... su questo non si discute» chiude Giorgio Mustaro. In attesa degli sviluppi giudiziari del caso assenteisti in caserma.

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