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Nuoro

audizione camera 

Bando periferie il sindaco Soddu chiede il rispetto degli accordi

NUORO. È pronto a una rivoluzione civile contro il Governo che non ha rispettato i patti. E si dice deciso a depositare la sua fascia tricolore di fronte al Parlamento. Il sindaco di Nuoro Andrea...

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NUORO. È pronto a una rivoluzione civile contro il Governo che non ha rispettato i patti. E si dice deciso a depositare la sua fascia tricolore di fronte al Parlamento. Il sindaco di Nuoro Andrea Soddu, alla fine dell’audizione alla Camera con le commissioni riunite di Bilancio e Affari costituzionali delle delegazione Anci guidata dal sindaco di Bari Antonio Decaro, lancia il guanto di sfida all’esecutivo giallo verde. E lo fa difendendo Piano periferie al quale il Comune ha partecipato aggiudicandosi un finanziamento di 18 milioni di euro e che riguarda milioni di persone dal sud al nord dell’Italia. «Un progetto per 4 miliardi di euro che coinvolge milioni di cittadini e 396 Comuni non può essere cancellato con un colpo di spugna», dice Soddu. «Gli impegni, le risorse economiche e umane già investite in questo progetto non possono essere ignorate o scaricate sulle spalle dei Comuni, che tanto hanno creduto all'iniziativa e hanno già fatto gare di progettazione e avviato procedure per attuare il Piano periferie e cambiare il volto delle città» sottolinea l’amministratore nuorese. Durante l’audizione tutti i sindaci, compreso il primo cittadino nuorese e il suo collega di Sassari, Nicola Sanna, hanno sottolineato la volontà di avere risposte. «Tutti i Comuni hanno firmato un contratto con la Presidenza del Consiglio – ha sottolineato Soddu –, un contratto validato dalla Corte dei conti. Sono stati presi impegni di spesa importanti, ci sono aspettative giuridiche, e ora annullarlo è una decisione pericolosa, che introduce una ferita giuridica gravissima e che mina la fiducia nelle istituzioni». Ai 18 milioni del bando bloccato con un emendamento al decreto Milleproroghe si devono aggiungere altri 21 milioni di investimenti e il lavoro per portare a casa le intese con i diversi soggetti. «Vengano loro a spiegare ai cittadini – conclude – che non si può più fare nulla per le nostre periferie».

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