La Nuova Sardegna

Nuoro

Cicalò: presto via al marchio “Pane fresco”

di Valeria Gianoglio

La Camera di commercio fa propria la richiesta dei panificatori contro la concorrenza sleale

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NUORO. Dopo tante sollecitazioni rivolte alla Regione, riunioni e richieste, alla fine, per sbloccare la situazione, almeno su uno dei punti-chiave, si è fatta avanti la Camera di commercio di Nuoro. Durante un incontro informale a Cagliari, infatti, il presidente Agostino Cicalò, ha spiegato che ci avrebbero pensato gli uffici nuoresi di via Papandrea, a occuparsi della registrazione di un marchio che i panificatori del Nuorese, in particolare, attendono ormai da più di un anno e mezzo. È il logo “Pane fresco”: due parole semplici ma allo stesso tempo ricche di significato per le 211 aziende del territorio che ogni giorno sfornano pane fragrante nei loro forni. «È un marchio – spiega il presidente regionale del settore panificatori della Confcommercio, Giampietro Secchi – che esporrebbe nel proprio negozio solo chi produce davvero pane fresco. Sarebbe una garanzia per i consumatori spesso confusi da tanti messaggi ambigui prodotti da chi fa da tempo concorrenza sleale».

La richiesta del marchio risale ormai a più di un anno e mezzo fa e fa parte di un pacchetto di nuove norme introdotte da una legge regionale per il settore della panificazione sollecitata da Secchi insieme a tanti operatori del settore. Una legge che, tuttavia, come spiega Secchi ha ancora tanti aspetti da tradurre in atti concreti: l’attivazione di corsi per preparare i nuovi panificatori, una politica seria per la filiera del grano, e il logo “pane fresco”. Ma almeno per quest’ultimo punto, dunque, dopo tante attese, la situazione sembra essersi sbloccata, e grazie all’intervento della Camera di commercio. «Ci siamo resi disponibili a preparare la pratica per la registrazione del marchio “Pane fresco” al posto della Regione – spiega Agostino Cicalò – dovremmo riuscire a completarlo entro alcuni giorni ma non di più. Poi, una volta registrato il marchio, la Regione ne autorizzerà l’uso a chi ne ha fatto richiesta».

«Sono più di 70 i panificatori che ne hanno chiesto l’utilizzo – spiega Giampietro Secchi – e siamo contenti che almeno su questo fronte, e grazie alla Camera di commercio, la situazione si stia sbloccando. Noi panificatori, in ogni caso, restiamo in stato di agitazione perché ci sono tante altre questioni da risolvere. Ne stiamo discutendo nel corso di diverse assemblee, a Nuoro e sul territorio. Uno dei problemi ai quali stiamo andando incontro, ad esempio, è che dopo 12 anni, a causa della scarsità del raccolto di grano, aumenterà il prezzo del pane. E uno dei punti inapplicati della legge regionale è proprio la valorizzazione della filiera del grano duro».

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