Il Parco Tepilora attrae: parola di imprenditori
di Mauro Piredda
Uno studio Crenos sulle ricadute nelle attività turistiche del Mab e della riserva Emerge la diffusione sul mercato di aziende sostenibili e legate all’ambiente
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SINISCOLA. Sono stati pubblicati i risultati dell’indagine Crenos sul binomio competitività-sostenibilità di tre destinazioni turistiche costiere mediterranee. La ricerca, condotta nell’ambito del progetto transfrontaliero Stratus (finalizzato a rafforzare la competitività internazionale delle micro, piccole e medie imprese della filiera del turismo sostenibile marino e balneare), ha interessato diversi portatori di interessi delle aree di Villasimius, Sanary-Sur-Mer (Provenza) e della Riserva di Biosfera del parco Tepilora, del Rio Posada e dei territori del Montalbo. Il questionario relativo al campione altobaroniese, dopo essere stato illustrato pubblicamente il 24 febbraio scorso a Siniscola (durante il convegno di presentazione della riserva Mab-Unesco), si basa su una popolazione statistica di 192 persone tra imprenditori e lavoratori che hanno un rapporto diretto col flusso turistico all’interno dell’area interessata.
Nove le domande, inoltrate via mail e tramite la pagina Facebook dell’area Mab, alle quali hanno risposto 131 intervistati: quasi il 60% dei rispondenti all’interno della categoria “imprenditore/proprietario”, in buona parte operanti a Siniscola (48 in valori assoluti) e Posada (27). Emerge che una forte maggioranza dei soggetti interpellati (oltre il 72%) è a conoscenza della Riserva e delle sue caratteristiche; solo il 3,82% ne ha sentito parlare per la prima volta tramite l’indagine. Trentuno operatori, invece, conoscevano la nuova entità pur barrando la casella in corrispondenza dell’opzione «ma non so bene di cosa si tratti». L’indagine è stata inoltre caratterizzata da una serie di domande volte a misurare (da uno a 5 con valore massimo corrispondente all’opzione “completamente d’accordo”) la condivisione di alcune priorità relative alla competitivà dell’azienda nell’ottica della sostenibilità.
Affrontate le tematiche relative alla diversificazione dell’offerta, al miglioramento dell’accessibilità esterna e interna della destinazione, al legame con l'autenticità del luogo, all’aumento della partecipazione degli operatori nei processi di programmazione del settore turistico, al miglioramento della cultura dell'ospitalità in generale.
Tutti questi temi hanno avuto un livello medio di condivisione intorno al valore 4. Quanto al cambiamento climatico, si legge nelle diapositive allegate al rapporto, «gli operatori sono sì informati sulla tematica, ma solo una minoranza di essi rileva le implicazioni di tale fenomeno sul settore turistico». Risulta inoltre non trascurabile la percezione riguardo l’impatto della burocrazia nei processi di sviluppo aziendale. Il questionario terminava con una domanda a risposta aperta relativa a un «sogno nel cassetto». Diverse le indicazioni arrivate dal basso e legate ai trasporti (mezzi elettrici ed e-bike), al legame con il mondo agricolo, alla maggiore attrattività dei centri urbani, all’assenza di rifiuti nei cigli delle strade.
Nove le domande, inoltrate via mail e tramite la pagina Facebook dell’area Mab, alle quali hanno risposto 131 intervistati: quasi il 60% dei rispondenti all’interno della categoria “imprenditore/proprietario”, in buona parte operanti a Siniscola (48 in valori assoluti) e Posada (27). Emerge che una forte maggioranza dei soggetti interpellati (oltre il 72%) è a conoscenza della Riserva e delle sue caratteristiche; solo il 3,82% ne ha sentito parlare per la prima volta tramite l’indagine. Trentuno operatori, invece, conoscevano la nuova entità pur barrando la casella in corrispondenza dell’opzione «ma non so bene di cosa si tratti». L’indagine è stata inoltre caratterizzata da una serie di domande volte a misurare (da uno a 5 con valore massimo corrispondente all’opzione “completamente d’accordo”) la condivisione di alcune priorità relative alla competitivà dell’azienda nell’ottica della sostenibilità.
Affrontate le tematiche relative alla diversificazione dell’offerta, al miglioramento dell’accessibilità esterna e interna della destinazione, al legame con l'autenticità del luogo, all’aumento della partecipazione degli operatori nei processi di programmazione del settore turistico, al miglioramento della cultura dell'ospitalità in generale.
Tutti questi temi hanno avuto un livello medio di condivisione intorno al valore 4. Quanto al cambiamento climatico, si legge nelle diapositive allegate al rapporto, «gli operatori sono sì informati sulla tematica, ma solo una minoranza di essi rileva le implicazioni di tale fenomeno sul settore turistico». Risulta inoltre non trascurabile la percezione riguardo l’impatto della burocrazia nei processi di sviluppo aziendale. Il questionario terminava con una domanda a risposta aperta relativa a un «sogno nel cassetto». Diverse le indicazioni arrivate dal basso e legate ai trasporti (mezzi elettrici ed e-bike), al legame con il mondo agricolo, alla maggiore attrattività dei centri urbani, all’assenza di rifiuti nei cigli delle strade.
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