In Comune i cittadini del mondo
Sindaco e neo assessori aprono le porte ai ragazzi di Intercultura di ritorno dai viaggi all’estero
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NUORO. Nella sala di rappresentanza del Comune, il sindaco Andrea Soddu, il presidente del consiglio comunale Fabrizio Beccu, Valeria Romagna, assessore alle politiche giovanili, Rachele Piras, nuovo assessore alle Politiche per la Famiglia e al Turismo hanno voluto incontrare i ragazzi rientrati durante l’estate da un programma annuale di studio in varie parti del mondo con l’associazione Intercultura. Con loro anche due ragazze (una appena arrivata dalla Thailandia, una dalla Turchia) che stanno vivendo la stessa esperienza da qualche settimana in provincia di Nuoro. I ragazzi hanno dialogato col sindaco sulle peculiarità dei paesi che li hanno ospitati e di cosa quelle culture hanno lasciato dentro ognuno di loro. Si è parlato anche delle differenze tra le diverse società e soprattutto dei diversi sistemi scolastici. Il sindaco e gli assessori presenti hanno accolto i ragazzi e ascoltato con interesse i loro racconti, valorizzandone l’esperienza vissuta all’estero, certi che con le rispettive competenze interculturali acquisite, potranno contribuire a rendere migliore la vita nelle nostre comunità.
Con i loro racconti i ragazzi hanno dimostrato di aver acquisito una notevole capacità di analisi delle differenze culturali riguardo tante tematiche, dalla religione alla politica, alle abitudini quotidiane. Le volontarie del Centro Locale Intercultura di Nuoro e le famiglie che ne hanno seguito il percorso, dalla partecipazione al concorso al rientro, hanno colto la crescita interiore di questi ragazzi.
L’apprendimento interculturale come forte impulso alla crescita personale, uno dei punti di forza dell’associazione Intercultura da sempre. Segue passo passo i ragazzi durante il percorso di apprendimento: prima, durante e dopo l’esperienza di studio all’estero.
Un semplice incontro tra persone di culture diverse non sempre è sufficiente per far capire “l’altro, il diverso da te”. Intercultura, associazione che dal 1955 in Italia (e da oltre cento anni nel mondo) promuove ed offre programmi scolastici in varie parti del mondo, porta avanti un preciso progetto educativo al riguardo: un’esperienza di vita interculturale avviene attraverso lo scambio vicendevole di idee, valori, abitudini, storia, cultura. Si è voluta portare nella sede istituzionale della città, una tradizione di scambio culturale, di buona pratica, crescita umana, progresso intellettuale, che vede anche il Centro Locale Intercultura di Nuoro in prima linea da anni. Da un iniziale mondo “in bianco e nero”, usando una metafora, i ragazzi tornano nella terra di origine ma con una luce particolare negli occhi, un mondo più “colorato”, e una forte nostalgia. Studiare un anno all’estero con Intercultura, cambia in meglio, rende cittadini migliori. Si rientra – è inevitabile – divisi a metà: una parte, metà cuore, molti pensieri, restano dove per un anno si è stati figli, fratelli, sorelle, amici, compagni di scuola».
«Senti una sensazione bella e indefinita allo stesso tempo – confessa una studentessa appena rientrata dagli Usa – la tua emozione se ne frega del passaporto. Hai due famiglie, amici dall’altra parte del mondo. Parli due-tre lingue talmente bene che diventa inevitabile sentirti “cittadino del mondo». (s.m.)
Con i loro racconti i ragazzi hanno dimostrato di aver acquisito una notevole capacità di analisi delle differenze culturali riguardo tante tematiche, dalla religione alla politica, alle abitudini quotidiane. Le volontarie del Centro Locale Intercultura di Nuoro e le famiglie che ne hanno seguito il percorso, dalla partecipazione al concorso al rientro, hanno colto la crescita interiore di questi ragazzi.
L’apprendimento interculturale come forte impulso alla crescita personale, uno dei punti di forza dell’associazione Intercultura da sempre. Segue passo passo i ragazzi durante il percorso di apprendimento: prima, durante e dopo l’esperienza di studio all’estero.
Un semplice incontro tra persone di culture diverse non sempre è sufficiente per far capire “l’altro, il diverso da te”. Intercultura, associazione che dal 1955 in Italia (e da oltre cento anni nel mondo) promuove ed offre programmi scolastici in varie parti del mondo, porta avanti un preciso progetto educativo al riguardo: un’esperienza di vita interculturale avviene attraverso lo scambio vicendevole di idee, valori, abitudini, storia, cultura. Si è voluta portare nella sede istituzionale della città, una tradizione di scambio culturale, di buona pratica, crescita umana, progresso intellettuale, che vede anche il Centro Locale Intercultura di Nuoro in prima linea da anni. Da un iniziale mondo “in bianco e nero”, usando una metafora, i ragazzi tornano nella terra di origine ma con una luce particolare negli occhi, un mondo più “colorato”, e una forte nostalgia. Studiare un anno all’estero con Intercultura, cambia in meglio, rende cittadini migliori. Si rientra – è inevitabile – divisi a metà: una parte, metà cuore, molti pensieri, restano dove per un anno si è stati figli, fratelli, sorelle, amici, compagni di scuola».
«Senti una sensazione bella e indefinita allo stesso tempo – confessa una studentessa appena rientrata dagli Usa – la tua emozione se ne frega del passaporto. Hai due famiglie, amici dall’altra parte del mondo. Parli due-tre lingue talmente bene che diventa inevitabile sentirti “cittadino del mondo». (s.m.)
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