La Nuova Sardegna

Nuoro

Evasione da 48 milioni: ditta di trasporti nei guai

di Valeria Gianoglio
Evasione da 48 milioni: ditta di trasporti nei guai

La frode si basava su migliaia di fatture fittizie, prestanome e coop create ad hoc Sette persone denunciate e 15 milioni di euro di operazioni inesistenti scoperte

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NUORO. Nella maggior parte delle fatture emesse, alla voce “causale”, anziché l’indicazione dettagliata del lavoro svolto, delle ore impiegate per eseguirlo e dei vari annessi richiesti dalle norme, c’era scritto solo un generico e sbrigativo “addebiti” o, in alternativa, “conguagli”. Era il solito e collaudato andazzo che, secondo le Fiamme gialle, proseguiva da almeno cinque anni: migliaia di fatture emesse, decine di ditte e cooperative sparse in tutto lo Stivale che ne erano beneficiarie solo sulla carta, altrettante aziende che restavano in piedi per due, tre anni al massimo, e solo perché faceva comodo a chi emetteva le fatture fittizie, per operazioni inesistenti. L’obiettivo: evadere, evadere e ancora evadere. Tasse, imposte, controlli. Fino a che, poco più di un anno fa, gli uomini della guardia di finanza della tenenza di Siniscola, hanno drizzato le orecchie dopo aver scartabellato tra banche dati, dichiarazione di redditi e ricavi, migliaia di fatture degli ultimi cinque anni, e movimenti di denaro consistenti ai quali, tuttavia, non corrispondevano ricavi dichiarati nella giusta proporzione.

Il risultato di questo lungo percorso di indagine, ribattezzato operazione “Effetto domino”, è arrivato in queste ore a produrre i suoi primi frutti: due inchieste aperte – una penale, per emissione di fatture false, occultamento e distruzione di libri contabili e vari altri reati di natura fiscale – e una amministrativa culminata con la scoperta di una evasione fiscale da 48 milioni di euro. Una evasione come non la si vedeva, in provincia di Nuoro, da almeno 15 anni. E poi ancora 10 milioni di euro di violazione complessiva dell’Iva, operazioni inesistenti per circa 15 milioni di euro, sette persone denunciate – si tratta di residenti del Nuorese ma non solo – e una azienda che si occupa di trasporti per la grande distribuzione e di servizi alle imprese che opera tra Baronia e Bassa Gallura finita nei guai perché considerata a monte di questo sistema collaudato di frode fiscale che dalla provincia di Nuoro si diramava ad altre imprese della Penisola. «Il gruppo imprenditoriale – spiegano gli uomini del comando provinciale delle Fiamme gialle – avvalendosi dell’opera di prestanome e professionisti compiacenti, ha creato un vero sodalizio criminale dedito alla frode fiscale. Un sofisticato sistema che si basava sulla creazione di numerose società e cooperative, dislocate in diverse regioni d’Italia, appositamente plasmate per il sole fine di emettere fatture per prestazioni e servizi mai resi, con lo scopo ultimo di creare ingente risparmio di imposta alle società capogruppo operanti sul territorio sardo». Il sistema architettato in questo modo, dunque, prevedeva una ditta a monte, del settore trasporti, che movimentava somme consistenti di denaro attraverso migliaia di fatture, e un insieme di altre ditte a valle, che erano beneficiarie di queste somme ma che – come hanno scoperto le Fiamme gialle della tenenza di Siniscola – di queste somme poi non dichiaravano un bel niente. Di qui, dunque, la nascita dei primi sospetti da parte degli investigatori e l’avvio dell’indagine culminata in queste ore con la scoperta della maxi evasione da 48 milioni di euro, e la denuncia di sette persone tra Nuorese e Penisola. «Oltre a creare un gravissimo danno all’erario per le imposte non versate – precisa il comando provinciale delle Fiamme gialle – l’ingente evasione fiscale ha sottratto risorse fondamentali per lo sviluppo e la crescita economica del paese, poiché ha prodotto fenomeni di concorrenza sleale potendo applicare tariffe più favorevoli sui trasporti delle merci».

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