La Nuova Sardegna

Nuoro

Al centro intermodale i lavori sono ancora fermi

di Kety Sanna
Al centro intermodale i lavori sono ancora fermi

Interviene il direttore della Confimprenditori Sardegna, Gianfranco Seddone «Il Comune non può non rispettare il pagamento degli stati di avanzamento» 

2 MINUTI DI LETTURA





NUORO. «Speriamo che il Comune trasmetta subito i soldi all’impresa che ha in appalto i lavori del Centro intermodale. Non vogliamo che diventi l’ennesima incompiuta. La città di Nuoro ha bisogno di questa nuova struttura e non si può perdere altro tempo». Gianfranco Seddone, direttore della Confimprenditori Sardegna, lancia una sorta di appello alla luce della situazione che si è venuta a creare nel cantiere della vecchia stazione ferroviaria, dove i lavori del secondo lotto del centro intermodale passeggeri, quasi conclusi, sono andati in blocco proprio a causa del mancato pagamento da parte del Comune. «Le liquidità ci sono – ha assicurato qualche giorno fa il sindaco Andrea Soddu – a bloccarle è stato solo un errore tecnico contabile durante l’approvazione del bilancio».

La Teicom di Assemini che si è aggiudicata la gara con un ribasso d’asta del 24% sull’importo dei lavori, fino al 30 luglio ha ricevuto regolarmente i compensi da parte dell’ente appaltante. Poi più nulla. I venti operai hanno continuato a mandare avanti l’opera fino alla prima settimana di settembre, poi però, la ditta ha deciso la sospensione in attesa che il Comune facesse la sua parte. «I problemi nel cantiere sembra siano coincisi con la revoca della delega all’assessore ai Lavori pubblici Antonio Belloi – aggiunge Seddone –. L’amministrazione non può esimersi dal non rispettare i pagamenti degli stati di avanzamento sui lavori che vengono svolti regolarmente dalle imprese – aggiunge Seddone –. Al centro intermodale, infatti, l’impresa ha dovuto bloccare l’attività per il mancato pagamento delle fatture presentate dall’impresa che per legge devono essere pagate entro sessanta giorni, già superati oltre il tempo previsto. La Teicom ha dovuto sospendere i lavori, il personale dipendente e l’indotto costituito da aziende di movimento terra e da autotrasportatori. Il tardato pagamento da parte dell’Ente, infatti, non ha fatto altro che danneggiare l’impresa che è andata incontro a nuovi aumenti del materiale utilizzato per il proseguo dei lavori». Il direttore della Confimprenditori spiega inoltre, come le imprese si rivolgano agli Istituti di credito per chiedere l’anticipo fatture sui lavori svolti.

«Nel caso specifico – aggiunge Seddone – essendo le fatture indirizzate a un Ente pubblico l’anticipo da parte degli istituti di credito viene concesso anche fino all’80% dell’importo. Un’operazione – conclude – che va bene alle banche ma mette in difficoltà l’azienda se il pagamento da parte dell’ente tarda. Succede infatti che il guadagno di un’opera venga assorbito dagli interessi bancari. Tante imprese hanno smesso di lavorare con gli enti pubblico per questi motivi, perché spesso i pagamenti vengono emessi oltre i 180 giorni. Nel caso del centro intermodale, però, l’assurdo è che i soldi sono disponibili ma non vengono erogati».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative