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Nuoro, le città della cultura fanno rete

Nuoro, le città della cultura fanno rete

Decolla il sodalizio nato tra i capoluoghi in lizza per la designazione a capitale della cultura 2020

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NUORO. Si è conclusa nello scorso weekend la terza tappa del percorso che le dieci città finaliste al Bando di Capitale Italiana della Cultura 2020 hanno intrapreso per dare corpo alla costituente rete che le raccoglie. L’appuntamento si è svolto a Nuoro per conoscere dal vivo pensieri, storia e necessità che hanno determinato il dossier della città capoluogo barbaricino. I lavori sono iniziati con una tavola rotonda dal titolo “Uniti nella diversità. La creazione di un mo-dello italiano per lo sviluppo culturale delle città del futuro”, coordinata da Carlotta Lucato, operatrice culturale. «Abbiamo voluto mettere insieme una serie di esperti e operatori del settore per capire quali possono essere gli strumenti e le possibilità di realizzare un progetto che vada oltre i confini territoriali e spesso culturali delle città, che invece possono mettere insieme le differenze e renderle i veri punti di forza di una programmazione culturale congiunta», dice l’assessore alla Cultura Sebastian Cocco. Un incontro molto produttivo dal punto di vista delle idee e proposte poiché si è arricchito del contributo di Patrizia Asproni, presidente della Fondazione Industria e Cultura, che ha sottolineato il valore propositivo di un modello italiano alternativo a standard omologanti e lontani dall’identità delle città italiane; tra i relatori anche Valentina Montaldo, ricercatrice del Joint Research Center della Commissione europea “Cultural and Creative Cities Monitor”, che ha riconosciuto nella rete la possibilità di individuare e analizzare dati importanti per restituire contenuto agli indicatori usati per le industrie culturali e creative; Vania Virgili, Rappresentante nazionale di Fisica Nucleare ha invece indicato nella relazione con altre città europee simili per esperienza e prospettive, uno strumento per veicolare nuove risorse nei territori; Renato Fa, Senior Consultant APRE ha augurato alla nascente rete di poter essere un modello sperimentale codificabile e riproducibile nel rispetto delle differenze.

Ad aprire i lavori è stato l’assessore Cocco, che aveva già partecipato alle tappe della rete precedenti. Sono state le assessore alla Cultura di Casale Monferrato Daria Carmi e di Macerata Stefania Monteverde a ringraziare per l’ospitalità il collega nuorese. Proprio loro infatti avevano ospitato, la prima il convegno in aprile dove si maturò la decisione di lavorare insieme e la seconda l’appuntamento di luglio in cui si condivisero le parole chiave, gli obiettivi e il valore della rete stessa.

Il sabato è stato il giorno dedicato alla finalizzazione dei testi a supporto formale della rete in via di costituzione che verranno ora condivisi e assunti nelle varie giunte comunali in prospettiva di una presentazione ufficiale della rete. «Avevamo l'esigenza di formalizzare la creazione di questa Rete e lo abbiamo fatto anche grazie al supporto competente di figure esperte nel campo della progettazione culturale italiana ed europea. Dopo la ratifica del protocollo da parte di ciascun Comune aderente alla Rete, incontreremo i ministri della Cultura, della Ricerca e dello Sviluppo economico per presentare questo modello inedito di cooperazione e illustrare alcuni progetti ai quali vorremo lavorare tutti insieme», commenta Cocco. (l.s..)



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