Camera di commercio Cicalò dopo la sentenza del Tar: ora ripartiamo
NUORO. «Il pronunciamento del Tar ha confermato la correttezza della scelta del Consiglio Camerale il quale, con l’obiettivo di sanare il contenzioso, in occasione della riunione del mese di luglio,...
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NUORO. «Il pronunciamento del Tar ha confermato la correttezza della scelta del Consiglio Camerale il quale, con l’obiettivo di sanare il contenzioso, in occasione della riunione del mese di luglio, ha deciso procedere a nuove elezioni acconsentendo ad applicare la modalità richiesta dai ricorrenti (Coldiretti, Confindustria ed altri). In questo modo si è evitato un lungo ed oneroso percorso giudiziario e il risultato è che la composizione della Giunta oggi è la medesima derivante dalla prima votazione del Consiglio Camerale dello scorso aprile». Agostino Cicalò, presidente della Camera di Commercio riconfermato nei mesi scorsi, commenta così la decisione del tribunale amministrativo regionale che ha dichiarato come il ricorso presentato da Roberto Bornioli, in rappresentanza di numerose associazioni imprenditoriali, «è improcedibile per sopravvenuta cessazione della materia del contendere». In sostanza le nuove elezioni, svoltesi secondo le modalità che erano state indicate dagli stessi ricorrenti, hanno fatto venire meno le ragioni del contendere.
Ora Cicalò guarda avanti con ottimismo, nella convinzione che gli attriti tra le associazioni saranno superati. «Sono certo che l’attività della Camera di Commercio di Nuoro proseguirà a pieno ritmo – dice Cicalò –. Già nelle ultime riunioni della Giunta Esecutiva si è registrato un clima sereno e collaborativo fra tutti i componenti. In un contesto generale in cui permangono le difficoltà strutturali a carico delle imprese del nostro territorio è indispensabile che gli organismi pubblici diano dimostrazione di coesione e di piena volontà di superare le legittime occasioni di dissenso».
Un appello all’unità, infine. «La Camera di Commercio di Nuoro – dice Cicalò – è stata recentemente salvata dal rischio di soppressione previsto dalla riforma del Governo. Anche questo salvataggio è il frutto di una grande coesione che si è sviluppata intorno all’importante obiettivo di garantire alla nostra provincia un organismo efficiente in grado di agire nell’interesse di tutte le imprese del nostro territorio». La disputa tra le associazioni era esplosa all’indomani della rielezione di Cicalò. Non era un mistero che Bornioli, presidente di Confindustria, ambisse a tale carica. Ma è stato solo successivamente, in occasione delle nomine dei rappresentanti alla Geasar di Olbia e all’Aspen, che il clima si è surriscaldato, creando una netta divisione tra le associazioni: da una parte Roberto Bornioli con Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confindustria, dall’altra Confcommercio, Confesercenti, Cna e Ordine degli agronomi in rappresentanza degli ordini professionali schierati con Agostino Cicalò.
Ora Cicalò guarda avanti con ottimismo, nella convinzione che gli attriti tra le associazioni saranno superati. «Sono certo che l’attività della Camera di Commercio di Nuoro proseguirà a pieno ritmo – dice Cicalò –. Già nelle ultime riunioni della Giunta Esecutiva si è registrato un clima sereno e collaborativo fra tutti i componenti. In un contesto generale in cui permangono le difficoltà strutturali a carico delle imprese del nostro territorio è indispensabile che gli organismi pubblici diano dimostrazione di coesione e di piena volontà di superare le legittime occasioni di dissenso».
Un appello all’unità, infine. «La Camera di Commercio di Nuoro – dice Cicalò – è stata recentemente salvata dal rischio di soppressione previsto dalla riforma del Governo. Anche questo salvataggio è il frutto di una grande coesione che si è sviluppata intorno all’importante obiettivo di garantire alla nostra provincia un organismo efficiente in grado di agire nell’interesse di tutte le imprese del nostro territorio». La disputa tra le associazioni era esplosa all’indomani della rielezione di Cicalò. Non era un mistero che Bornioli, presidente di Confindustria, ambisse a tale carica. Ma è stato solo successivamente, in occasione delle nomine dei rappresentanti alla Geasar di Olbia e all’Aspen, che il clima si è surriscaldato, creando una netta divisione tra le associazioni: da una parte Roberto Bornioli con Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confindustria, dall’altra Confcommercio, Confesercenti, Cna e Ordine degli agronomi in rappresentanza degli ordini professionali schierati con Agostino Cicalò.
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