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Nuoro

Al liceo Ciusa i palloncini della libertà

Al liceo Ciusa i palloncini della libertà

La Caritas diocesana incontra gli studenti per dire no alla tratta degli esseri umani

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NUORO. Gli studenti del Ciusa sono rimasti sorpresi, a bocca aperta. Molti di loro, infatti, non sapevano che la tratta degli esseri umani esiste ancora, tanto meno sapevano che esiste anche in Sardegna. Un fenomeno che fortunatamente non tocca Nuoro, ma che interessa comunque il resto dell’isola, in modo particolare città come Cagliari, Sassari e Olbia. «Speriamo che questo problema non arrivi mai nel nostro territorio e che venga sconfitto ovunque sia presente» hanno sottolineato le volontarie della Caritas diocesana davanti ai ragazzi e alle ragazze dell’Istituto superiore di viale Costituzione. Protagonisti gli alunni della classe di Laboratorio di ceramica, del liceo artistico, che hanno incontrato suor Pierina Careddu, direttrice della Caritas nuorese, suor Silvana Manca, collaboratrice, e Anna Corsi, referente dello sportello Immigrati. Sono loro che in occasione della XII Giornata europea contro la tratta di esseri umani hanno organizzato il lancio di palloncini, simbolo di libertà, dalla scuola diretta da Carla Rita Marchetti.

«Agli studenti abbiamo ricordato l’articolo 4 della Dichiarazione universale dei diritti umani – dice Anna Corsi –: “Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma”. Gli studenti erano all’oscuro di come molte ragazze vengono avviate alla prostituzione una volta che arrivano in Europa. Picchiate, derubate dei loro documenti e costrette a prostituirsi. Per fortuna ci sono suore, come le vincenziane a Cagliari, che operano in strada e riescono ad avviare le ragazze a un programma di liberazione». (l.p.)

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