Il caso Beccu torna in aula resta l’incognita dei numeri
di Francesco Pirisi
Nuova convocazione per il consiglio comunale sulla mozione della minoranza Moroni: «Questioni di lana caprina». L’opposizione: «Continuano a scappare»
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NUORO. Consiglio comunale di nuovo convocato per questo pomeriggio sulla mozione contro il presidente Fabrizio Beccu. Atto di sfiducia presentato in maniera unitaria dai 12 consiglieri dei gruppi di opposizione, nelle cui fila è da annoverare anche il Psd’Az uscito fuori dalla coalizione che sostiene il sindaco Andrea Soddu. La seduta (ore 18) è di seconda convocazione, dopo che martedì proprio la maggioranza ha fatto mancare il numero legale, accomodandosi nei banchi del pubblico. Oggi basterà la presenza di 4 consiglieri in aula per rendere valida la riunione. Nel momento in cui si andrà al voto sulla mozione servirà però la metà più uno dei 24 seggi assegnati all’assemblea. Numeri che solo la maggioranza al completo con i suoi 13 consiglieri sarà in grado di assicurare. Non si conosce ancora tuttavia quale sarà la strategia del sindaco e dei suoi uomini. Tre giorni fa la scelta di disertare la convocazione è stata spiegata subito dopo in una conferenza stampa. La capogruppo di “Scegliamo Nuoro”, Fausta Moroni: «Non è una fuga, ma non possiamo ridurre l’attività amministrativa a trattare questioni di lana caprina». Tra le ragioni della scelta però anche la defezione di un paio di consiglieri che nella seduta avrebbe aperto le porte alle ragioni della minoranza. La scelta potrebbe essere replicata. Ma non escluso che la maggioranza decida di entrare in aula e confrontarsi con i consiglieri dell’opposizione. Il voto segreto (visto che tocca comunque qualità e atti della persona) non esclude neppure sorprese che potrebbero tornare a beneficio della maggioranza e dell’azione di scudo al presidente dell’assemblea. Altra possibilità è quella che Beccu possa anticipare tutti e dimettersi dall’incarico, senza passare tra le forche caudine del dibattito in aula, che comunque oggi sarà aperto. Oltre la mozione e le previsioni sul suo epilogo, la constatazione di un consiglio comunale segnato da una guerra per bande, dove via via sia l’opposizione sia la maggioranza si astengono dalla presenza e fanno mancare il numero legale, quando la questione è a d’interesse per l’avversario politico. Conseguenza anche di quella differenza risicata di seggi (13 a 12), che non pronostica vita lunga all’amministrazione. Chi però pensa ci siano i termini per continuare è proprio il sindaco Andrea Soddu, anche perché galvanizzato dalla decisione del governo di rimettere nelle casse dei comuni i fondi del piano per le periferie: «L’amministrazione gode di buona salute, così come del resto la maggioranza. La conferma è nel fatto che nei tre anni non siamo mai andati sotto nelle votazioni». Lettura che l’opposizione rigira come una frittata: «Non hanno i numeri in consiglio e per questo continuano a scappare. Prima hanno ritirato la delibera sugli equilibri di bilancio, ora rinviano “sine die” l’approvazione del rendiconto 2017. Non è responsabile continuare a rimanere incollati alle poltrone a danno della città».
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