Saviano commenta l’arresto della banda sarda che voleva assaltare caveau e portavalori: «Ve l’avevo detto»
Lo scrittore ripubblica su Instagram il video sulla criminalità nell’isola che aveva scatenato la polemica con l'assessora Desirè Manca
Non si è fatta attendere la reazione di Roberto Saviano dopo il nuovo blitz della Direzione distrettuale antimafia che, sabato mattina, ha portato all'arresto di undici persone accusate di aver pianificato l'assalto a un furgone portavalori - e poi direttamente al caveau - della fonderia di San Gavino, dove sono custoditi metalli preziosi per un valore ben superiore ai sei milioni di euro inizialmente nel mirino. Gli arrestati sono originari di Fonni, Arzana, Desulo, Villanovatulo e della provincia di Cagliari, e per la prima volta in Sardegna è stato applicato l'articolo 628 bis del codice penale, relativo agli assalti a portavalori e istituti bancari.
Lo scrittore ha affidato il proprio commento a due storie pubblicate sul suo profilo Instagram. Nella prima ha ripubblicato la notizia dell'operazione, che ha coinvolto circa 130 uomini e donne della Polizia di Stato tra Nocs, Uopi, Squadre mobili e Reparto prevenzione crimine, scrivendo: «Qualcuno ricorda le polemiche dell'amministrazione sarda tempo fa su un mio video sul crimine delle organizzazioni sarde? Ecco, tutto arriva a disvelarsi».
In una seconda storia, Saviano è tornato a proporre la tesi al centro del video che a marzo aveva scatenato lo scontro con l'assessora regionale Desirè Manca, ripubblicando lo stesso contenuto e commentando: «Perché le organizzazioni sarde riescono a strutturarsi in gruppi di banditi e non in strutture criminali mafiose».
La polemica con l’assessora Manca
La vicenda si inserisce in una polemica che va avanti da più di un anno, da quando Saviano aveva pubblicato un video in cui sosteneva che «la Sardegna produce criminali, non mafia», anticipando un fenomeno che le successive inchieste giudiziarie sembrano aver puntualmente confermato.
Il botta e risposta si era poi riacceso in occasione dell'arresto della banda sarda accusata della rapina al portavalori sull'Aurelia, in Toscana. In quel caso lo scrittore aveva rivendicato la fondatezza della propria analisi: «Ricordate quando la peggiore politica sarda mi accusò di avere diffamato la Sardegna? Ecco, gli arresti confermano l'analisi. La politica populista sarda si dimostra omertosa ancora una volta». Non era mancata la replica piccata di Desirè Manca, che aveva parlato di un'iscrizione nel «libricino della peggior politica», senza tuttavia entrare nel merito dei fatti contestati.
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