La Nuova Sardegna

Nuoro

Bilancio, i revisori dei conti promuovono il sindaco

di Francesco Pirisi
Bilancio, i revisori dei conti promuovono il sindaco

Nel cuore della notte arriva il parere favorevole sul rendiconto comunale 2017 Soddu: «I 5 milioni di attivo non li possiamo usare, ma saranno una riserva»

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Nel notte tra venerdì e sabato alla casella di posta certificata è arrivata la nota del collegio dei revisori dei conti, attesa e allo stesso tempo temuta. L’epilogo però è felice. Il collegio ha infatti dato parere positivo al consuntivo 2017, «perché il rendiconto è in linea con le risultanze di gestione», hanno scritto i consulenti Fabrizio Sotgiu, Laura Meloni e Franco Pinna. La giunta guidata da Andrea Soddu potrà dunque portarlo al voto in consiglio comunale, al quale peraltro è già stato illustrato. Tanto che senza perdere ulteriore tempo il presidente dell’assemblea Fabrizio Beccu ha convocato la seduta per il 16 novembre. Riunione in continuazione della sessione di bilancio iniziata nella prima metà di ottobre, così da rispettare l’ultimatum della Regione per l’approvazione del documento finanziario. Questione peraltro controversa. Proprio sul modo d’intendere quei 20 giorni assegnanti dall’assessorato degli Enti locali, poco dopo la metà di settembre, che per l’opposizione consiliare avrebbero dovuto portare a chiudere l’intera pratica dell’approvazione, tanto da denunciarne a più ripresa lo sforamento. Giudizi sulla tempistica a parte, il percorso per l’approvazione oggi può contare su qualche certezza in più. Proprio in virtù dell’analisi positiva dell’organo di controllo. In un paio di settimane hanno passato al setaccio risultati di gestione, conto economico e patrimoniale del comune capoluogo. Portando il suggello a quei numeri illustrati dal sindaco, nella qualità di assessore del bilancio “a interim”. Dove su tutto emerge quella differenza positiva tra le entrate di 49 milioni di euro e le spese che si sono fermate a 43 milioni, con un tesoretto di oltre 5 milioni. Buono anche lo stato di salute della cassa, che nel 2017 ha avuto un gruzzolo medio di 4 milioni e mezzo.

«Un indicatore importante, nel tempo in cui a indirizzare le azioni finanziarie delle amministrazioni è il cosiddetto bilancio armonizzato che richiede una costante corrispondenza tra entrate e uscite», ha rimarcato il primo cittadino. L’altro elemento di forza dei conti dell’amministrazione è l’accertamento dei residui, tra crediti (57 milioni) e passività (46 milioni), che nel 2017 si chiude dunque con un saldo positivo di circa 9 milioni. L’esame in aula dovrebbe chiarire meglio la questione dei 3 milioni di Iva che non sarebbero stati versati dall’ente, sempre nel 2017, come ha contestato l’opposizione. Numeri che nel loro complesso fanno propendere per un maggior respiro nell’operatività dell’ente, oltre i momenti, recenti, in cui anche spendere un po’ di risorse per qualche manutenzione ordinaria è apparso un lusso non sostenibile. Senza tuttavia pensare ancora in grande.

Anzi, la calma l’ha indicata lo stesso Soddu: «I cinque milioni e mezzo di attivo non li possiamo utilizzare, ma dovranno costituire la riserva per contenziosi e nuovi debiti». Opera di tamponamento che vede il comune già impegnato dal 2015 con un accantonamento di 550mila euro per 30 anni, con cui ripianare il buco di oltre 16 milioni di euro, emersi nell’accertamento di residui attivi e passivi. Dal bilancio consuntivo alla polemica sul caso del bambino di una famiglia indigente che l’amministrazione non avrebbe esentato dal pagamento della retta, così da non poter beneficiare della mensa e del susseguente orario pomeridiano. Fatto rilevato in consiglio dalla capogruppo del Psd’Az, Claudia Camarda. La riposta della giunta a stretto giro di ore, con gli assessori dell’Istruzione, Sebastian Cocco, e dei Servizi sociali, Valeria Romagna: «La famiglia in questione è già beneficiaria di diverse misure di contrasto alla povertà per un totale di circa 800 euro mensili. Aiuti che non sono comunque sufficienti, trattandosi di una famiglia numerosa. Però la pubblica istruzione rassicura sulla sufficienza dei fondi messi a disposizione per coprire anche gli esoneri dal pagamento dei 59 euro mensili per la mensa. La stessa famiglia già negli anni scorsi ha beneficiato degli esoneri e vi accederà anche quest’anno».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Commercio

Bufera nell’ex Carrefour – gruppo Gs, il presidente attacca i dipendenti: «Il cattivo andamento è anche colpa loro»

Le nostre iniziative