Mastros e massajos, un coro di proteste da via Lamarmora
di Alessandro Mele
Commercianti polemici per la chiusura al traffico nei 2 giorni Dalla pasticceria alla rosticceria: «Incassi in caduta libera»
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NUORO. Mastros e Massajos: tutti contenti tranne i commercianti della parte bassa di via Lamarmora, che non hanno ancora digerito la chiusura al traffico durante la due giorni che, a loro dire, ha comportato un danno in termini economici e di immagine. «La chiusura del tratto per motivi di sicurezza era stata annunciata già da tempo dall’amministrazione comunale – commenta Eleonora Angheleddu, assessore alle Attività produttive – già dai giorni antecedenti alla manifestazione, l’ordinanza si trovava sul sito del Comune. Già da diversi giorni avevo anche incontrato e informato il presidente di Agorà, centro commerciale naturale, della scelta di bloccare quel tratto di strada dopo una valutazione, relativa alla sicurezza, fatta con il comando di Polizia Municipale. Sono aperta al dialogo e disposta ad incontrarli al più presto anche in merito all’organizzazione degli eventi natalizi e ci auguriamo che le attività produttive di via La Marmora possano essere protagoniste nelle future edizioni di Mastros e Massajos».
I commercianti, agguerriti, non ci stanno e lamentano perdite considerevoli in termini economici: «Sono assurde le motivazioni relative alla sicurezza – dice Alessandra Lai di Clayeux – dato che le zone limitrofe all’evento, come via Roma, via Manzoni e via Gramsci, erano aperte al traffico. Si tratta di un danno subito in termini economici e se vogliamo di un danno anche per le casse comunali vista la quantità di parcheggi a pagamento inutilizzati. Sarebbe stato meglio animare la via con iniziative anche se Mastros e Massajos di quest’anno riguardava altre zone e non certamente questa». Le perdite maggiori si sono registrate nel settore dolciario e alimentare presente in quel tratto di strada: «Un deserto totale - dice Teresa Corrias della pasticceria Pezzulla – abbiamo registrato circa l'80% di perdite in termini di vendite e materiali andati all'aria. Non abbiamo incassato niente subendo un grande danno economico, auspichiamo che non succeda più e di diventare parte integrante del percorso nei prossimi anni». Dello stesso avviso Sebastiano Piga della rosticceria Crudo e Cotto: «Per quanto riguarda noi la via non è una via di passeggio ma di passaggio: il cliente parcheggia, ordina e va via. Questo è mancato e sono state tante le prenotazioni disdette. Abbiamo sostenuto costi senza alcun guadagno infatti facevamo prima a tenere chiuso. Era giusto avvisare tutti con una circolare o una mail dato che non tutti sono obbligati a entrare sul sito del Comune a leggere le ordinanze». «Una via transennata manco fossimo in stato d’assedio – ribadiscono Giovanni Medde e Carla Mannale, titorali di un negozio di articoli da regalo – mentre le vie dove era necessaria la sicurezza erano aperte. Avremo voluto lavorare tutti ma di fatto ci è stato impedito».
A difesa dei commercianti, il consigliere di opposizione Pierluigi Saiu che annuncia in merito un’interrogazione al sindaco Soddu: «Mastros – afferma Saiu – è stata una bella iniziativa e gli aspetti positivi sono molti. Tuttavia alcune scelte hanno penalizzato le attività nuoresi. Quelle che pagano le tasse tutto l’anno e contribuiscono all’economia della nostra città, mi riferisco alla chiusura al traffico del tratto finale di via Lamarmora. Molti operatori si sono lamentati, non tanto per via della scelta di chiudere la strada, quanto per il totale deserto che ne è conseguito. Vedere la città così vivace e poi invece il deserto in una delle vie più importanti di Nuoro impone una riflessione e un ripensamento per la prossima edizione». Per Saiu lLe scelte amministrative devono tenere conto delle esigenze «di chi alza la serranda tutti i giorni, non basta dire che l’ordinanza di chiusura era sul sito, occorre un dialogo vero». Gli operatori del tratto di via Lamarmora non sono stati gli unici ad aver sollevato rilievi fondati. «Anche altre attività d’impresa hanno lamentato discriminazioni e conseguenze negative. Per queste ragioni – dice Saiu – presenterò un’interrogazione al sindaco: per esporre le tante segnalazioni che mi sono arrivate e promuovere (per il prossimo anno) una festa che sia ancora più bella e che non penalizzi nessuna delle attività d’impresa della nostra città».
I commercianti, agguerriti, non ci stanno e lamentano perdite considerevoli in termini economici: «Sono assurde le motivazioni relative alla sicurezza – dice Alessandra Lai di Clayeux – dato che le zone limitrofe all’evento, come via Roma, via Manzoni e via Gramsci, erano aperte al traffico. Si tratta di un danno subito in termini economici e se vogliamo di un danno anche per le casse comunali vista la quantità di parcheggi a pagamento inutilizzati. Sarebbe stato meglio animare la via con iniziative anche se Mastros e Massajos di quest’anno riguardava altre zone e non certamente questa». Le perdite maggiori si sono registrate nel settore dolciario e alimentare presente in quel tratto di strada: «Un deserto totale - dice Teresa Corrias della pasticceria Pezzulla – abbiamo registrato circa l'80% di perdite in termini di vendite e materiali andati all'aria. Non abbiamo incassato niente subendo un grande danno economico, auspichiamo che non succeda più e di diventare parte integrante del percorso nei prossimi anni». Dello stesso avviso Sebastiano Piga della rosticceria Crudo e Cotto: «Per quanto riguarda noi la via non è una via di passeggio ma di passaggio: il cliente parcheggia, ordina e va via. Questo è mancato e sono state tante le prenotazioni disdette. Abbiamo sostenuto costi senza alcun guadagno infatti facevamo prima a tenere chiuso. Era giusto avvisare tutti con una circolare o una mail dato che non tutti sono obbligati a entrare sul sito del Comune a leggere le ordinanze». «Una via transennata manco fossimo in stato d’assedio – ribadiscono Giovanni Medde e Carla Mannale, titorali di un negozio di articoli da regalo – mentre le vie dove era necessaria la sicurezza erano aperte. Avremo voluto lavorare tutti ma di fatto ci è stato impedito».
A difesa dei commercianti, il consigliere di opposizione Pierluigi Saiu che annuncia in merito un’interrogazione al sindaco Soddu: «Mastros – afferma Saiu – è stata una bella iniziativa e gli aspetti positivi sono molti. Tuttavia alcune scelte hanno penalizzato le attività nuoresi. Quelle che pagano le tasse tutto l’anno e contribuiscono all’economia della nostra città, mi riferisco alla chiusura al traffico del tratto finale di via Lamarmora. Molti operatori si sono lamentati, non tanto per via della scelta di chiudere la strada, quanto per il totale deserto che ne è conseguito. Vedere la città così vivace e poi invece il deserto in una delle vie più importanti di Nuoro impone una riflessione e un ripensamento per la prossima edizione». Per Saiu lLe scelte amministrative devono tenere conto delle esigenze «di chi alza la serranda tutti i giorni, non basta dire che l’ordinanza di chiusura era sul sito, occorre un dialogo vero». Gli operatori del tratto di via Lamarmora non sono stati gli unici ad aver sollevato rilievi fondati. «Anche altre attività d’impresa hanno lamentato discriminazioni e conseguenze negative. Per queste ragioni – dice Saiu – presenterò un’interrogazione al sindaco: per esporre le tante segnalazioni che mi sono arrivate e promuovere (per il prossimo anno) una festa che sia ancora più bella e che non penalizzi nessuna delle attività d’impresa della nostra città».
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