La Nuova Sardegna

Nuoro

Borore, la consulta giovanile dichiara guerra al bullismo

di Alessandra Porcu
Borore, la consulta giovanile dichiara guerra al bullismo

Quattro incontri nelle scuole con gli esperti della Lariso per arginare il fenomeno Il presidente Trazzi: «Dobbiamo partire dai più piccoli perché le cose cambino»

2 MINUTI DI LETTURA





BORORE. È solo la consapevolezza che un problema esista a fare in modo che possa essere affrontato e risolto. Forse i ragazzi della Consulta giovanile di Borore devono aver pensato a questo quando hanno, supportati dal Comue, hanno deciso di organizzare una serie di incontri sul bullismo per gli alunni della scuola primaria di primo e secondo grado. «Ci è sembrato doveroso discutere di un fenomeno che sta assumendo proporzioni inimmaginabili, specialmente sul web», sottolinea Walter Trazzi presidente della Consulta. «In accordo con la dirigenza dell’istituto “Caria” abbiamo scelto di coinvolgere i più piccoli perché convinti che da loro si debba partire per cambiare le cose» dice. Ciò che è emerso dalle riunioni, che si sono tenute ieri e il 14 e 16 novembre è come, nella maggior parte dei casi, i ragazzi non siano consapevoli di quello che accada realmente. «Alcuni non sapevano neppure cosa fosse il bullismo», aggiunge Alessandro Porcu assessore al Bilancio. Agli esperti della cooperativa Lariso di Nuoro il compito di informarli e formarli per metterli in guardia, anche e soprattutto, dai pericoli del web. Gianfranco Oppo ha posto l’accento su quanto siano fondamentali la guida e la presenza dei genitori. La quasi totalità dei ragazzi ha libero accesso a internet. Naviga, chatta, invia e riceve post senza la supervisione degli adulti. Il consiglio degli esperti è quello di evitare comportamenti che potrebbero avere conseguenze disastrose sui minori. «I commenti oltraggiosi e gli insulti sui social possono essere deleteri e fare più male di uno spintone», sottolinea Trazzi che aggiunge: «Il motivo sta nel fatto che un numero imprecisato di persone possa leggerli e, a sua volta, offendere e sbeffeggiare la vittima». I confini tra un semplice sfottò e il cyberbullismo non sono sempre chiari, soprattutto se si hanno tra gli 8 e i 12 anni. Per questo diventa indispensabile educare al rispetto dell’altro e delle regole. Le cronache riportano di continuo storie di ragazzi e ragazze che, stanchi di subire angherie, decidono di non uscire più di casa, di non tornare a scuola e, nei casi limite, di porre fine alla propria esistenza. La lezione che si vuole insegnare agli alunni bororesi è che parole e gesti possono ferire. «Vogliamo far arrivare il messaggio forte e chiaro. Per questo oltre ci sarà un quarto incontro», conclude Alessandro Porcu. Appuntamento il 28 novembre prossimo alle 11.30 al Museo del pane rituale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative