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Siniscola, i militanti espulsi «Psd’Az satellite della Lega»

di Mauro Piredda
Siniscola, i militanti espulsi «Psd’Az satellite della Lega»

L’arrivo in Sardegna di Salvini riapre lo scontro nel direttivo della sezione Ozanu Guiso torna all’attacco: «Siamo e restiamo agli antipodi del partito del Carroccio»

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SINISCOLA. I sardisti aprono oggi il loro trentaquattresimo congresso nazionale alla presenza del leader leghista Matteo Salvini: un appuntamento decisivo per comprendere le dinamiche inerenti alla composizione del fronte di centrodestra in vista delle prossime regionali. L’alleanza con il Carroccio, sancita la scorsa primavera e fattasi successivamente sempre più organica, ha generato un forte dibattito all’interno del partito di Lussu e Bellieni. I militanti siniscolesi della sezione intitolata a Luisu Ozanu hanno manifestato da subito totale contrarietà all’abbraccio con le camicie verdi, ma tali esternazioni non sono state tollerate dai vertici del partito: a due dei tre componenti del direttivo di sezione (Tore Guiso e Gigi Patteri) è stato infatti rifiutato il tesseramento per l’anno 2019. «Prosegue l’epurazione – queste le parole di Guiso – dopo le espulsioni di Angelo Carta a Dorgali e Lidia Fancello a Olbia. Così facendo il senatore Solinas si garantisce un congresso bulgaro, privo di dissenso. Ma ancor prima di questo appuntamento, il segretario è intervenuto pesantemente chiudendo federazioni e distruggendo il dibattito interno». Nel suo racconto, Guiso parla della «coerenza» portata avanti dalla sezione rispetto alle «precedenti linee congressuali»: «I deliberati del partito erano chiari, ossia aprire all’intero mondo autonomista e indipendentista per costruire un’alternativa reale in Sardegna. Noi potevamo dare risposte certe ma, evidentemente, a Solinas interessava la subalternità. Oggi, grazie a lui, il Psd’Az è il satellite della Lega, un partito agli antipodi». Tracciato da Guiso il parallelismo con il sardo-fascismo del 1923, quando diversi esponenti dei quattro mori siglarono un patto con il prefetto Gandolfo fondendosi nel Pnf di Mussolini: «C’è anche oggi un clima ostile nei confronti dei più deboli e del diverso – ha aggiunto Guiso –. Il sardismo è altra cosa, guarda all’Esquerra republicana in Catalogna, allo Sinn Fein in Irlanda». Che fare? «Purtroppo siamo sempre al punto di partenza e dopo ogni tornata elettorale l’intero movimento indipendentista si arresta. Occorre invertire la rotta e partire dai Comuni».

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