Puc di Tortolì, attesa per l’ok definitivo
Il consigliere delegato all’Urbanistica: «Manca il parere del Ctru, siamo fiduciosi»
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TORTOLÌ. Piano urbanistico comunale: con l’adozione definitiva, lunedì sera, della variante alle Zone C di espansione residenziale, anche l’ultimo comparto del massimo strumento urbanistico dovrebbe passare indenne alla verifica di coerenza cui verrà sottoposto dal Ctru dell’assessorato regionale agli Enti locali, che dovrà esprimersi entro 90 giorni. Ed entro febbraio del prossimo anno anche quest’ultimo comparto dovrebbe essere pubblicato sul Buras. Sono state 29 (su un totale di 32) le osservazioni arrivate all'esame dell’assemblea civica, assenti alla seduta tutti e cinque i consiglieri dei due gruppi di opposizione.
Per la maggior parte, le osservazioni sono state accolte parzialmente (una parte respinta perché non pertinente o per mancanza di cubatura). Fra quelle parzialmente accoglibili vi sono le cinque presentate da Antonio Marchioni e Maria Pina Giaccu; da Giampietro Lai e Gisella Campus; Giuseppino Caria e Massimina Vargiu; Vitttorio Vargiu e Cristina Orgiu; Luigi Coccoda e Mariandre Salliu. Per tutte e cinque la motivazione è stata: «Parzialmente accoglibile. La suddivisione scaturisce da accordo Ras per riduzione del consumo di suolo. Lotto fondiario minimo accoglibile». Un’altra osservazione parzialmente accoglibile con motivazioni differenti dalle suddette cinque), è stata presentata da otto cittadini. Così come quella presentata dalla Edil Piras in relazione a un’area che si trova di fronte all’Istituto alberghiero. Ci sono state due osservazioni “accoglibili in parte”: si tratta di quelle presentate da uno studio legale e da Anna Teresa Mereu. Quelle definite non pertinenti sono state dieci. Mentre undici quelle non accoglibili.
Il Puc mantiene al 96 per cento le zone di espansione residenziale in termini di superficie e al 100 per cento in termini di volumetrie. Ventisette comparti sulle zone C non hanno subito modifiche. «Due – spiegano gli amministratori – sono state le uniche zone ad essere eliminate dalla pianificazione, come richiesto dal protocollo concordato con la Regione nel rispetto della sentenza del Tar: la sottozona C5.2 e la C6.7». In entrambi i comparti le volumetrie vengono mantenute e in accordo con i proprietari trasferite in aree più compatibili.
Per il consigliere con delega all’Urbanistica, Luigi Chessa «con questo passaggio si chiude definitivamente lo strumento urbanistico, un risultato storico per questa amministrazione che ha sempre lavorato sotto traccia senza fare proclami, a differenza di altri. Resta da attendere il parere del Ctru, ma siamo fiduciosi». (l.cu.)
Per la maggior parte, le osservazioni sono state accolte parzialmente (una parte respinta perché non pertinente o per mancanza di cubatura). Fra quelle parzialmente accoglibili vi sono le cinque presentate da Antonio Marchioni e Maria Pina Giaccu; da Giampietro Lai e Gisella Campus; Giuseppino Caria e Massimina Vargiu; Vitttorio Vargiu e Cristina Orgiu; Luigi Coccoda e Mariandre Salliu. Per tutte e cinque la motivazione è stata: «Parzialmente accoglibile. La suddivisione scaturisce da accordo Ras per riduzione del consumo di suolo. Lotto fondiario minimo accoglibile». Un’altra osservazione parzialmente accoglibile con motivazioni differenti dalle suddette cinque), è stata presentata da otto cittadini. Così come quella presentata dalla Edil Piras in relazione a un’area che si trova di fronte all’Istituto alberghiero. Ci sono state due osservazioni “accoglibili in parte”: si tratta di quelle presentate da uno studio legale e da Anna Teresa Mereu. Quelle definite non pertinenti sono state dieci. Mentre undici quelle non accoglibili.
Il Puc mantiene al 96 per cento le zone di espansione residenziale in termini di superficie e al 100 per cento in termini di volumetrie. Ventisette comparti sulle zone C non hanno subito modifiche. «Due – spiegano gli amministratori – sono state le uniche zone ad essere eliminate dalla pianificazione, come richiesto dal protocollo concordato con la Regione nel rispetto della sentenza del Tar: la sottozona C5.2 e la C6.7». In entrambi i comparti le volumetrie vengono mantenute e in accordo con i proprietari trasferite in aree più compatibili.
Per il consigliere con delega all’Urbanistica, Luigi Chessa «con questo passaggio si chiude definitivamente lo strumento urbanistico, un risultato storico per questa amministrazione che ha sempre lavorato sotto traccia senza fare proclami, a differenza di altri. Resta da attendere il parere del Ctru, ma siamo fiduciosi». (l.cu.)
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