La Nuova Sardegna

Nuoro

L’attività fisica entra nelle ricette

di Stefania Vatieri
L’attività fisica entra nelle ricette

Da gennaio insieme ai farmaci i medici prescriveranno gli esercizi da eseguire in base alle patologie 

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NUORO. L'attività fisica finisce nella ricetta medica prescritta come un farmaco tradizionale per curare ma anche prevenire alcune patologie croniche. È questa l'ultima frontiera della sanità pubblica sarda, che dichiara guerra ai farmaci tradizionali introducendo lo sport nei ricettari medici come terapia sostitutiva per la cura di obesità, diabete, disturbi cardiaci e alcune malattie neurologiche. Che in Sardegna rappresentano circa il 30 per cento dei pazienti, con una spesa di oltre due terzi del bilancio sanitario regionale. A gennaio il cosiddetto “Ricettario dell'attività fisica” sarà operativo in tutta la Sardegna e lo sport, alla stregua dei farmaci, sarà prescritto dal medico curante.

Un progetto inserito dall'Ats sarda tra gli indirizzi del Piano regionale di prevenzione, che in attuazione della delibera della Giunta regionale sulla “Promozione e prescrizione dell'attività fisica a persone con patologie croniche”, ha dato il via all'inizio di quest'anno alla fase di formazione di equipe multidisciplinari, di laureati in scienze motorie specializzati Apa e dei medici prescrittori, e che proprio in questi giorni ha fatto tappa nel capoluogo barbaricino per le attività di formazione e aggiornamento dei professionisti del territorio. «Si tratta di un progetto sperimentale già operativo in alcune regioni italiane, al quale noi crediamo fortemente – spiega il direttore del servizio Formazione e Ricerca dell'Ats Sardegna Gianni Salis –. L'obiettivo è rendere più responsabili i pazienti sostituendo i farmaci con l'attività fisica definita secondo un protocollo di cura multidisciplinare. Da 25 anni a questa parte gli studi ci dicono quanto sia importante l'attività fisica per la prevenzione di buona parte delle malattie legate a invecchiamento, fragilità ossea in particolare nelle donne, perdita di mobilità o patologie croniche come il diabete», spiega Il direttore del servizio Formazione e ricerca dell'Ats con sede nell'ospedale nuorese Cesare Zonchello . «La novità – conclude – è che il movimento non verrà più solo consigliato ma inserito in ricetta, seguendo indicazioni specifiche per tipologia di esercizio, intensità e durata, a seconda dell'età e delle condizioni fisiche dei soggetti».

Lo sport prescritto si potrà praticare in strutture ad hoc, o accreditate, alla presenza di medici dello sport e laureati in Scienze motorie, che seguiranno il paziente durante ogni allenamento. Il progetto dunque, dedicato sopratutto a chi soffre di ipertensione, diabete, obesità, malattie neurologiche e per tutte le patologie croniche per le quali la pratica sportiva rappresenta un'utilissima forma di prevenzione, non solo aumenterà il benessere dei pazienti sardi, ma avrà un impatto positivo anche sui conti della sanità regionale, con un risparmio in termini di prestazioni specialistiche e diagnostiche, ricoveri e terapie farmacologiche. «Siamo alla fine di un percorso iniziato circa due anni fa – commenta Marco Scorcu, responsabile del piano regionale e medico sportivo dell'Assl di Sanluri, capofila del progetto –. La convinzione che ci ha portati fino a qui è che l'attività sportiva rappresenta un ottimo farmaco per prevenire e curare patologie come diabete di tipo due, cardiopatie e alcune neoplasie che risentono favorevolmente della pratica —aggiunge—. Saranno messi in campo tutti gli specialisti delle malattie croniche che in quest'ultimo anno sono stati formati con i giusti strumenti». Il piano di investimento complessivo è di circa 165mila euro, e il servizio sarà garantito a tutti a costo zero.

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