Una serata tra cori e note in ricordo di Tonino Puddu
di Stefania Vatieri
Il teatro Eliseo di via Roma ospita il concerto per il decennale della morte Sul palco tanti artisti: da Maria Luisa Congiu agli amici di una vita in musica
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NUORO. C’è molto da ricordare a dieci anni dalla morte del grande, maestro e padre del folklore Tonino Puddu. A partire dal suo amore infinito per la musica, che nel folklore ha trovato la sua massima ispirazione. Fino al ricordo di un uomo che non ha mai smesso di lottare, anche quando privato del suo strumento più prezioso, le corde vocali, ha continuato a comporre brani indimenticabili. E questa sera, al teatro Eliseo dalle 20.30, la sua amata Nuoro lo celebrerà a dieci anni dalla scomparsa in una serata che ha chiamato a raccolta i suoi amici più cari per rendergli omaggio con la musica e le parole, «senza paura perché nel cuore ci sono cose belle» come lui stesso amava dire al pubblico dal palcoscenico. Tonino Puddu non era solo “folklore”, ma un musicista colto e raffinatissimo, un conoscitore straordinario e curioso dei suoni del mondo. Le sue composizioni erano frutto di ore e ore di ascolto e di illuminati esperimenti.
«Il ricordo che ancora conservo intatto è quello di mio zio assorto mentre compone e ascolta musica – racconta con emozione Antonella Puddu, nipote del maestro scomparso – Questa serata, fortemente voluta dall’associazione culturale a lui dedicata, nasce per rendergli omaggio nel modo che a lui sarebbe stato più gradito: condividendo i ricordi con gli amici e il piacere di fare musica».
La serata, a ingresso libero, sarà presentata da Giuliano Marongiu e vedrà la partecipazione di illustri esponenti del panorama artistico sardo con i quali Tonino Puddu ha collaborato. Da Marialuisa Congiu al coro di Nuoro e all'associazione ballo Sos Canarjos di Bobore Nuvoli accompagnati dall'organetto di Antonio Mura. Fino al coro Armonicamente diretto da Sandro Pisanu e al sax di Simone Pala che eseguirà la celebre canzone di Tonino, “Su bolu e s’astore”. Nel corso della serata – prosegue la nipote – saranno anche presentati il libro “Tonino Puddu. Una vita sul pentagramma” e il cd “Canta Nugoresu”, con l’obiettivo di dare risposta anche alle sollecitazioni che sono pervenute nel corso di questi anni – spiega – A differenza della precedente raccolta, questa antologia intende riunire la produzione originale del musicista nuorese e dare spazio anche alle sue composizioni più tardive, tra le quali una messa, che la precoce dipartita ha impedito di divulgare presso il grande pubblico». Fin da ragazzo comincia la frequentazione dei cori folkloristici, nell’ambito dei quali si afferma come una delle voci tenorili più interessanti per potenza e duttilità. Una passione che porterà l’artista barbaricino a ricevere il riconoscimento di Maestro del Folklore. Nel 2007 la presidenza nazionale della federazione italiana delle Tradizioni Popolari lo insignisce, primo in Sardegna e in Italia, del prestigioso premio Padre del Folklore.
«Il ricordo che ancora conservo intatto è quello di mio zio assorto mentre compone e ascolta musica – racconta con emozione Antonella Puddu, nipote del maestro scomparso – Questa serata, fortemente voluta dall’associazione culturale a lui dedicata, nasce per rendergli omaggio nel modo che a lui sarebbe stato più gradito: condividendo i ricordi con gli amici e il piacere di fare musica».
La serata, a ingresso libero, sarà presentata da Giuliano Marongiu e vedrà la partecipazione di illustri esponenti del panorama artistico sardo con i quali Tonino Puddu ha collaborato. Da Marialuisa Congiu al coro di Nuoro e all'associazione ballo Sos Canarjos di Bobore Nuvoli accompagnati dall'organetto di Antonio Mura. Fino al coro Armonicamente diretto da Sandro Pisanu e al sax di Simone Pala che eseguirà la celebre canzone di Tonino, “Su bolu e s’astore”. Nel corso della serata – prosegue la nipote – saranno anche presentati il libro “Tonino Puddu. Una vita sul pentagramma” e il cd “Canta Nugoresu”, con l’obiettivo di dare risposta anche alle sollecitazioni che sono pervenute nel corso di questi anni – spiega – A differenza della precedente raccolta, questa antologia intende riunire la produzione originale del musicista nuorese e dare spazio anche alle sue composizioni più tardive, tra le quali una messa, che la precoce dipartita ha impedito di divulgare presso il grande pubblico». Fin da ragazzo comincia la frequentazione dei cori folkloristici, nell’ambito dei quali si afferma come una delle voci tenorili più interessanti per potenza e duttilità. Una passione che porterà l’artista barbaricino a ricevere il riconoscimento di Maestro del Folklore. Nel 2007 la presidenza nazionale della federazione italiana delle Tradizioni Popolari lo insignisce, primo in Sardegna e in Italia, del prestigioso premio Padre del Folklore.
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